Il Covid si è portato via Luis Sepulveda

0
796

DI ANTONETTA CARRABS

Stroncato dal coronavirus all’età di 70 anni il grande scrittore cileno Luis Sepulveda. L’artista insieme alla moglie Carmen Yanez, che aveva sposato due volte, aveva avvertito i primi sintomi il 25 febbraio, di ritorno a casa, a Gijón, lungo la costa del Principato delle Asturie, dove si erano trasferiti nel 1997. Le condizioni di Sepúlveda erano apparse subito molto più preoccupanti di quelle della moglie, comunque ricoverata nello stesso ospedale. La polmonite gli impediva di respirare e la conferma del contagio da Covid-19 è arrivata immediatamente. È morto mercoledi 15 aprile nell’ospedale universitario di Oviedo.

Cresciuto in un quartiere proletario di Santiago del Cile, a 13 anni incontra Gloria ”la ragazza più bella del mondo”. Si innamora di lei e poi della poesia di Garcia Lorca, Antonio Machado e Gabriela Mistral. Amava il nostro Paese, sarebbe dovuto tornare in Italia a marzo per parlare di ‘Coraggio’ al festival dei piccoli e medi editori ‘Più libri più liberi’. Luis Sepulveda viveva, da alcuni anni, ad Oviedo, nella Spagna nord occidentale, dopo essere sfuggito alla dittatura di Pinochet. Era un vero combattente, nemico del neoliberismo, un ecologista convinto. Arrestato nel 1973, dopo il colpo di Stato con cui si era instaurata la dittatura di Pinochet, viene liberato sette mesi dopo per le pressioni di Amnesty International. Ma un nuovo arresto lo condannerà più tardi all’esilio. “Sono un apolide. Ero ad Amburgo nel 1986 quando mi hanno rubato la cittadinanza”, racconterà nel 2017. “Vola solo chi osa farlo” – diceva il gatto Zorba nella «Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare» e lui sapeva cosa fosse davvero il coraggio.
Sono nato in mare e so che ci sono cose che non si possono spiegare. Accadono e basta. La mia gente, i pochi che restano, dicono che le balene non sanno difendersi e che sono gli unici animali capaci di compassione. Quando calai in acqua la scialuppa e remai verso la baleniera, sapevo che l’equipaggio mi avrebbe attaccato e che le balene vedendomi indifeso, aggredito da un animale più grosso, non avrebbero esitato a venirmi in aiuto. E così è stato. Hanno avuto compassione di me. Questo brano è tratto da uno dei suoi libri più belli: Il mondo alla fine del mondo. L’ho immaginato su quella scialuppa mentre rema indifeso verso la baleniera e viene salvato dalle balene che hanno compassione di lui, ma la realtà è un’altra. A differenza delle balene, questo maledetto virus non l’ha risparmiato, ma l’ha strappato alla vita, abbandonandolo alla deriva. E così il mondo, oggi, perde uno dei più grandi scrittori. La notizia della sua scomparsa è arrivata questa mattina, dopo il lungo silenzio di questi ultimi giorni. Abbiamo sperato fino alla fine per lui, per noi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here