Grande Milano, patto pubblico privato per vincere

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11/11/2013 Roma, giornata di mobilitazione di Confocommercio sulla legalità'. Nella foto Carlo Sangalli

Nuova alleanza per una Grande Milano che guarda all’Europa con una sempre maggiore capacità attrattiva: nel turismo, nella qualità della vita, negli investimenti. Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – che ha ospitato oggi 27 giugno nella sua assemblea pubblica il nuovo Sindaco di Milano e della Città Metropolitana Giuseppe Sala e il Governatore della Lombardia Roberto Maroni – parte da un dato di fatto importante: l’accoglienza positiva che ha riscontrato il “Decalogo del Terziario per la Grande Milano” – prosecuzione dell’impegno avviato con “Benvenuto il Luogo”, il programma presentato dal presidente Carlo Sangalli.  “Milano, dopo la pausa elettorale, – afferma Sangalli – deve ritrovare slancio e determinazione per realizzare alcune priorità dalle quali dipende il futuro della Grande Milano. Penso a Città Metropolitana, periferie, mobilità e sostegno alle imprese. E sostenere le imprese – non dimentichiamolo mai – significa creare posti di lavoro e benessere. L’obiettivo alto è una città piattaforma, rapida, attrattiva e pienamente inserita nella rivoluzione digitale e globale. Capace di integrare le diversità valorizzando le proprie radici,  per affrontare i problemi più rilevanti siano necessaria una nuova alleanza pubblico-privato. Sì, dunque, all’evoluzione del Tavolo per lo sviluppo della Città Metropolitana in un Patto costituente tra Amministrazione e parti sociali”. Anche il Post-Brexit dà a Milano un’occasione per rafforzarsi come piazza finanziaria internazionale: servono un gioco di squadra pubblico/privato come per Expo, agevolazioni fiscali e migliori infrastrutture immateriali come la banda ultra-larga. “La Brexit – rileva Sangalli – preoccupa per le ripercussioni su finanza ed economia ma potrebbe anche rappresentare un’opportunità per il nostro territorio. Milano può candidarsi, infatti, come piazza finanziaria internazionale in grado di subentrare a Londra. E siamo d’accordo con la proposta del Sindaco Sala di candidare la nostra città a ospitare l’Autorità bancaria Europea. E con quella del Governatore Maroni di ospitare l’Agenzia Europea per il farmaco. Certo, per le società estere che investono sono necessari incentivi fiscali e bisogna migliorare alcune infrastrutture immateriali come la banda ultra larga ma possiamo farcela. La Milano che ha vinto la sfida di Expo, può vincere anche quella del post Brexit”. Milano attrattiva 365 giorni all’anno. La collaborazione pubblico/privato è indispensabile per accrescere il brand Milano, promuovere l’offerta turistica, intercettare stabilmente la domanda internazionale. Confcommercio Milano propone una struttura operativa di DMO (Destination Management Organization) per avere una programmazione tutto l’anno di eventi importanti, integrati con iniziative diffuse sul territorio.   Milano come area metropolitana trae in generale la sua ricchezza dal terziario: oltre l’80% è occupato nei servizi (fonte: elaborazione Confcommercio Milano, Lodi Monza e Brianza su dati Istat). La città sta cambiando: negli ultimi anni vi sono state trasformazioni urbanistiche, dinamiche demografiche, dei consumi. Dall’elaborazione dei dati del Registro Imprese (fonte: Camera di Commercio di Milano) si rileva, negli ultimi quattro anni, un +5% di imprese con concentrazioni maggiori di crescita nelle zone emergenti a nord-nord est . Nel commercio e nella ristorazione (29mila le imprese attive), fra il 2010 e il 2015, le imprese sono aumentate di quasi il 18% con un ruolo molto significativo dell’imprenditoria straniera: ora il 33% del totale. Dal 2011 al 2015 le imprese straniere sono cresciute del 54,8%: da poco più di 6.200 ad oltre 9.600. Per Confcommercio il rilancio delle periferie è un’altra grande sfida da raccogliere per una Milano, il più possibile, a una sola velocità di sviluppo. Nel “Decalogo” si parla di “oltre le periferie” Meno degrado, più sicurezza. Sicurezza e legalità percepite costituiscono un vero e proprio asset di sviluppo per Milano. Non è possibile avere una politica di decoro urbano che continui a tollerare l’illegalità diffusa: occorre, ad esempio, un’azione di contrasto molto più forte per combattere abusivismo e contraffazione. Vi è poi un’eccellenza nel controllo del territorio – la Centrale Operativa Drago – non solo da mantenere, ma da valorizzare ulteriormente nella logica di collaborazione interforze così ben sviluppata in occasione di Expo. E sulla mobilità una proposta: Area C non va allargata, ma rivista esentando dal pagamento i veicoli meno inquinanti come gli euro 6 e riconoscendo le esenzioni alle imprese residenti nell’Area C.

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