Nelle sale il thriller “Go with me”. La nostra recensione

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Nelle sale il thriller

Go With Me

Fin dall’inizio si nota qualcosa di anomalo. La convinzione di vedere un thriller viene subito meno e si percepisce l’idea di un western classico grazie al fatto che i protagonisti non devono indagare su “chi ha ucciso chi”, non devono scoprire posti misteriosi e mostruosi, ma vanno a caccia. Il “bulletto” della città ha versato l’ultima goccia ed è ora di finirla. Più si avventurano nella ricerca, più si avvicinano al buio, come in “Cuore di Tenebra” di Conrad. Prima cacciatori, poi prede e poi ancora cacciatori. Hopkins e Liotta, rispettivamente buono e cattivo, bastano da soli per animare e rendere vivida la pellicola di Daniel Alfredson, sicuramente poco spavalda ma dagli esperimenti narrativi interessanti.

David Morello

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