Gli artigiani chiedono un Piano per lo sviluppo

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BRIANZA – di Silvia De Bernardin –  I segnali di una ripresa, seppure lenta e difficile, non mancano, ma l’artigianato manufatturiero brianzolo continua a vedere nero. La conferma arriva dai dati congiunturali relativi al secondo trimestre dell’anno, presentati dall’Unione artigiani della Provincia di Monza e Brianza. In netto calo risultano sia la produzione, che registra un -5,3% rispetto al 2011 (-3% rispetto ai primi mesi del 2012), che il fatturato, in diminuzione del 5%. “Dopo quasi 5 anni di crisi la situazione sta diventando oggettivamente pesante” – conferma il Presidente dell’associazione di categoria, Walter Mariani. Eppure, l’umore degli artigiani brianzoli rimane alto: il 90% confida, infatti, in una stabilizzazione dell’occupazione già entro la fine dell’anno. Ottimismo sostenuto proprio dai dati incoraggianti sul lavoro, che nell’ultimo trimestre rilevano un minore ricorso alla cassa integrazione (-2,5%) e una ripresa del saldo occupazionale, in positivo dell’1%. “Stiamo facendo di tutto per salvaguardare la nostra manodopera e la specificità artigianale del nostro territorio. Contiamo, con l’anno nuovo, in una ripresa della produzione e che pian piano si riesca a uscire dalla crisi, ma – dice Mariani – serve che venga fatto un Piano di sviluppo per la Brianza e che venga fatto rapidamente”. L’appello è rivolto alle Istituzioni locali e nazionali perché facciano rete con il sistema produttivo del territorio. Tanti i punti all’ordine del giorno; in testa defiscalizzazione e semplificazione burocratica, con la realizzazione di uno Sportello Unico per le attività produttive che faciliti gli adempimenti dei piccoli e medi imprenditori. Ma se quello delle tasse è un tema complesso, tanti sono gli interventi a costo zero che potrebbero dare un aiuto concreto, dalla salvaguardia degli spazi per le attività artigianali nelle aree cittadine – anche attraverso il riutilizzo delle aree dismesse – alle misure sul traffico. “Occorre ripensare e rivedere la mobilità dell’intera provincia e in ciascuna realtà cittadina – osserva l’Unione Artigiani – conciliando un ambiente ecologicamente compatibile con le esigenze delle numerose categorie artigiane che ogni giorno, per garantire servizi alla cittadinanza, hanno bisogno di circolare, posteggiare e non possono farsi carico di insostenibili costi di adeguamento dei veicoli”. No, dunque, a nuovi divieti, ma piuttosto nuovi parcheggi, aree attrezzate per il carico e lo scarico delle merci e deroghe specifiche per le imprese. Poi, c’è la formazione che – dicono gli artigiani – richiede “un sostegno convinto indirizzato particolarmente alle giovani generazioni con un’azione coordinata con le scuole per assicurare ai ragazzi informazione e orientamento sulle opportunità professionali dell’artigianato e arrestare la fuga dalla manualità proponendola invece nelle sue accezioni moderne”.
Infine, la sicurezza. Interventi per rafforzare i sistemi di controllo, contrastare abusivismo e lavoro nero,  tutelare le aziende dall’es- posizione alla criminalità “sono necessari” – afferma l’Unione Artigiani – che tuttavia rifiuta generalizzazioni e risponde alla denuncia di omertà del sistema produttivo di fronte alla criminalità organizzata arrivata nelle scorse settimane dal procuratore Ilda Boccassini, a capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. “Noi appoggiamo in pieno le forze dell’ordine e le sosteniamo perché facciano pulizia – premette Mariani -. Tuttavia riteniamo esa- gerata perché esasperata la descrizio- ne della situazione, che non corrisponde a verità, almeno in Brianza. Ci sono casi sporadici di collusio- ne, ma tra questo e dire che il sistema produttivo brianzolo è colluso ce ne corre”. Nel 2011 i casi di estorsione o, più generalmente, di contatto da parte della criminalità organizzata dei quali l’Unione Artigiani è venuta a conoscenza sono stati otto. “A chi, in un momento di difficoltà ha chiesto aiuto economico a certi personaggi e poi si è trovato in grossa difficoltà, noi – spiega Mariani – offriamo aiuto mettendo a disposizione i nostri mezzi perché ne possa uscire. In ogni caso indirizziamo i nostri associati a rivolgersi al numero verde messo a disposizione dalla Regione, al quale è possibile fare denunce, anche in forma anonima”.

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