Furti al Cimitero di Sesto, una lettrice scrive: evitare le luci

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Per evitare i continui furti di rame al cimitero forse basterebbe eliminare il prezioso metallo dalle illuminazioni delle lapidi. Un’idea quella lanciata da Lina P. una cittadina sestese che ha scritto questa lettera al Punto che pubblichiamo interamente:

«Abito a Sesto, al cimitero ci sono loculi in cui sono stati messi gli avanzi di diversi corpi, papà, nonno, uno zio, una zia, un cugino, diversi amici, conoscenti ecc ecc. sistemati lì per volere delle famiglie. Quelli che erano più vicini alla mia, di famiglia, sono stati per un po’, perché così vuole la tradizione, in compagnia di una lampada votiva (votiva per chi?). Poi, una volta subito un furto e poi un altro (portando via la copertura in vetro e danneggiando l’impianto luce), abbiamo deciso di revocare il contratto luce. Tutti senza luce. A che serve? Ricordo una cara amica deceduta giovanissima, diceva che la luce dei lumini tiene svegli i morti. E si rideva. Se sono morti, a che serve la luce? quindi niente luce, niente rame, niente ladri. E si continua a ripristinare, a spendere, tempo ed energia, soldi e lavoro inutile. Se solo la gente si rendesse conto, si rendesse consapevole che si sta tenendo sveglia una spazzatura…..se ci si pensa bene, un morto è come una scatola di cartone.  Corpi senza vita, involucri, come sacchetti vuoti. Mettereste mai una lampada e fiori davanti alla vostra spazzatura? Tradizioni e commerci da rivedere e rivalutare. Per l’igiene, l’economia e la sicurezza. Direi che chi va a rubare, alla fine fa anche bene…fa il suo interesse.
Cordialità. Lettera Firmata

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