Fase 2, il consiglio regionale approva la risoluzione

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Via libera in Consiglio regionale con 43 voti a favore, 25 contrari e 1 astenuto alla Risoluzione per gestire e attuare la cosiddetta “fase 2” dell’emergenza creata dalla diffusione del Covid-19.
Il documento approvato sollecita interventi e indica misure e provvedimenti dettagliati utili a favorire la ripresa e la ripartenza della società lombarda in tutti i suoi vari ambiti, da quello economico e produttivo a quello più propriamente attinente la fase familiare ed educativa, nonché quella sanitaria e assistenziale.Nel dettaglio, la Risoluzione approvata oggi in Consiglio regionale impegna il Presidente e la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo ed in ogni sede istituzionale per sostenere l’adozione di idonee misure di sostegno atte a garantire la continuità dell’offerta educativa di asili nido e scuole materne, pubbliche e private, attualmente gravate dall’interruzione delle attività e la conseguente sospensione della corresponsione delle rette da parte delle famiglie, garantendo altresì la continuità della misura “nidi gratis” regionale. Si chiede di sostenere l’attività  delle reti, dei centri antiviolenza e delle case rifugio, anche attraverso la richiesta di risorse finalizzate ad implementare azioni di sostegno nei confronti di donne e minori in stato di difficoltà a causa del virus COVID-19;di incrementare il fondo delle non autosufficienze, considerata la sua inadeguatezza dimostrata già anche in situazione di normalità e il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali. Si chiede di  valutare la possibilità di adottare l’IVA agevolata al 4% sugli acquisti di strumentazione necessaria alla gestione dell’emergenza e specialmente per i DPI; di aiutare personale sanitario con riferimento alle retribuzioni anche mediante la previsione di sgravi fiscali e con riferimento alle misure post emergenza, per il reperimento dei reagenti necessari per continuare ad incrementare il numero dei tamponi nasofaringei, anche identificando ulteriori laboratori universitari e laboratori accreditati idonei.

Il Presidente e la Giunta regionale sono chiamati ad attivarsi anche al fine di ottenere forme di sostegno ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, ed in particolare: un Fondo nazionale di solidarietà a favore delle attività economiche, delle famiglie e degli Enti locali lombardi che sia operativo il prima possibile; studiare e attuare una serie di misure di sostegno e salvaguardia di tutte le realtà economiche, imprenditoriali di tutti i settori, culturali, sociali, educative ed associazionistiche della Lombardia, la cui attività risulti penalizzata, direttamente o indirettamente, ovvero quelle operanti nell’indotto generato da altre realtà direttamente penalizzate, a seguito della crisi sanitaria ed economica determinata dal Covid-19; prevedere la creazione di zone economiche speciali a valere su tutto il territorio regionale al fine di aumentare attrattività di investitori, snellire la burocrazia e ottenere sgravi fiscali e previdenziali, conseguendo in questo modo la possibilità di rilanciare le attività economiche, gravemente colpite dalla paralisi generata dalla diffusione del coronavirus, in tempi rapidi ed adeguati. Inoltre si chiede  l’esenzione temporanea del versamento dei tributi nazionali e degli altri adempimenti fiscali e burocratici, nonché del pagamento delle utenze, per tutte le attività economiche della Lombardia colpite dalla crisi sanitaria ed economica. Prevedere analoghe misure rivolte alle famiglie che risultino in difficoltà sempre a seguito della suddetta crisi, favorire ripresa import-export; potenziare l’organico e l’attività dell’Agenzia delle Dogane, operante negli scali aeroportuali, per poter dare risposte immediate alle esigenze delle imprese lombarde nella fase immediatamente successiva alla ripartenza; lavorare alla creazione di strumenti di supporto alle aziende che in questi mesi investiranno in ricerca e sviluppo;  estensione del bonus di 600 euro a tutti le partite Iva e a tutti i liberi professionisti, modificando tuttavia l’importo e portandolo all’80% della media degli introiti del singolo professionista, media calcolata sulle 12 mensilità degli ultimi tre anni (stabilendo un tetto massimo); sostenere economicamente le famiglie messe in difficoltà a seguito della chiusura degli asili nidi e degli istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, sia pubblici che paritari; tutelare il diritto di proprietà, consentendo libertà di movimento tra residenza e attività o proprietà agli aventi diritto, per operazioni di manutenzione e preservazione della stessa; prevedere per le aziende, anche agricole e del settore agroalimentare, che intendono premiare l’attività del lavoratore in questo periodo difficile una detassazione totale degli emolumenti corrisposti a tal fine, analogamente anche per il compenso degli straordinari. Inoltre ampliare i fondi per le misure di sostegno ai lavoratori, in caso di perdita, anche temporanea, del posto di lavoro;  studiare forme di sostegno a quelle categorie che non possono accedere agli ammortizzatori tradizionali e tutela della salute per i lavoratori frontalieri; disporre controlli sanitari, nell’immediata antecedenza la fase di rientro sui luoghi di lavoro, somministrati dai medici competenti in maniera capillare, al fine di garantire la massima sicurezza e la riduzione della diffusione virale; rafforzare i centri per l’impiego. Infine studiare forme di supporto economico per le famiglie colpite dagli effetti dell’emergenza, per ogni tipo di criticità economica che devono affrontare (ad esempio il reperimento di generi alimentari, materiali scolastici, costi sostenuti per rette); a garantire agli istituti paritari e ai servizi educativi per l’infanzia (0-6 anni) paritari e privati, gli stessi sostegni, compresi docenti e famiglie, e le stesse misure previste per le scuole statali: totale detraibilità per le famiglie delle rette pagate nei primi sei mesi del 2020;estensione alle scuole paritarie degli ammortizzatori sociali e azzeramento di ogni tipo di imposta per l’anno in corso;  ulteriori sostegni per l’acquisto di libri di testo, dotazione tecnologiche e strumenti per la didattica estendendo la politica di Dote scuola – Materiale didattico  e allargando la platea dei beneficiari alle famiglie con ISEE 22.000,00 euro (attualmente la soglia è fissata a 15.748,48), per alunni di tutte le scuole, statali e paritarie; detrazione fiscale delle rette dell’anno scolastico 2019-2020 (anche statali); modifica ed estensione del bonus baby-sitter, o, in alternativa, aggiungere, un bonus educazione per l’acquisto di tecnologie necessari alla didattica “in rete”, acquisto di sussidi didattici, pagamento rette, corsi online, abbonamenti (anche statali);azzeramento delle imposte, tributi e tasse per i soggetti gestori e oneri contributivi a carico dipendenti. “Si tratta di un documento fondamentale, frutto di un lavoro importante, articolato e approfondito su quella che possiamo senza dubbio definire la Risoluzione dell’emergenza e della ripartenza della società –ha sottolineato Gianmarco Senna-. Avanziamo proposte di buonsenso, fattive e concrete per fare ripartire non solo la nostra regione, ma l’intero Sistema Paese, accogliendo anche alcuni emendamenti delle minoranze: mi auguro che anche il Governo nazionale le legga con attenzione e ne tenga conto per rilanciare l’Italia avvalendosi della competenza lombarda”.
“E’ un documento importante e ricco di spunti e contenuti significativi, a cui tutti i gruppi consiliari hanno dato un apporto importante al di là dell’espressione di voto finale –ha evidenziato il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi-. In questo delicato momento di difficile tenuta e coesione sociale auspico che prevalga da parte di tutti un grande e forte senso di responsabilità istituzionale: dobbiamo riuscire a elaborare insieme, maggioranza e minoranza, Giunta e Consiglio, strategie il più possibile condivise e all’interno delle quali ognuno deve essere messo nelle condizioni di poter dare un contributo costruttivo a facilitare il ritorno alla normalità”. A favore i gruppi di maggioranza, contrari PD, M5Stelle, Lombardi Civici Europeisti e +Europa, mentre Patrizia Baffi (Italia Viva) si è pronunciata per l’astensione.

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