Farmacie comunali, Vino attacca Pd e FI

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«Adesso il PD può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Era stato proprio il PD, nella precedente amministrazione, a decidere di svendere le farmacie comunali, ma come al solito il lavoro sporco l’hanno fatto fare ad altri – è il duro attacco di Paolo Vino dei Giovani sestesi alla decisione di vendere l’azienda pubblica –  Ora il sindaco dei selfie Roberto Di Stefano è riuscito nella manovra tanto grulla quanto dannosa per la città: ha svenduto le farmacie comunali alla solita maxi azienda privata che le trasformerà in supermarket del farmaco, senza anima né scopi sociali». Vino ha poi spiegato di aver riproposto con un ordine del giorno il rilancio dell’azienda ma ovviamente non è stato approvato. «Assurdo che un’azienda che deteneva il 50% del mercato, e alla quale il consiglio comunale aveva donato gli immobili per ridurre i costi e aumentare il capitale, non sia stata in grado di andare in utile. La verità è che sia il PD che Forza Italia hanno sempre parteggiato per la vendita. Non conosciamo le ragioni di tanto accanimento, e fino a prova contraria crediamo che sia stato fatto tutto correttamente, ma quando un atto è così inspiegabile, viene sempre da pensare male», concludono. Le farmacie comunali della vicina Cinisello Balsamo, che pure sono un’azienda pubblica, garantiscono ogni anno utili per 800.000 euro, che finiscono nelle casse comunali. Agli amministratori sestesi devono spiegare ai loro cittadini che rinunciando a una opportunità di fare reddito con le farmacie, per far quadrare i conti d’ora in poi dovranno far crescere sempre di più le tasse, fare più multe e vendere più loculi, spremendo i cittadini. Infine l’attacco agli imprenditori cittadini: «Trovo deludente l’appiattimento di quegli imprenditori seduti in maggioranza che non hanno avuto una visione lungimirante. Per non parlare di quei “politici” che avevano promesso di trasformare l’azienda farmacie in una azienda capace di produrre servizi per la collettività. Si capisce che non era farina del loro sacco».

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