Farmacie comunali, IDV attacca: avevamo offerto il nostro aiuto ma…

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SESTO SAN GIOVANNI – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Italia dei Valori di Sesto sull’affaire Farmacie Comunali.

Come altre forze politiche sestesi anche noi esprimiamo le nostre considerazioni sull’attuale situazione dell’Azienda Speciale Farmacie Comunali.

Precisiamo fin da subito che non intendiamo sottrarci alla nostra responsabilità politica, eravamo parte della maggioranza e sarebbe meschino nasconderci dietro l’attuale collocazione all’opposizione.

Italia dei Valori ha avuto un proprio rappresentante qualificato e con esperienza  nel  C.d.A. dell’Azienda Speciale Farmacie Comunali dal 2002 al 2007, anni in cui le farmacie comunali hanno goduto di buona salute. Successivamente l’Azienda ha cominciato a chiudere i bilanci in passivo, soprattutto a causa delle interferenze politiche nella gestione e per il passaggio del magazzino a centro di raccolta e smistamento farmaci (grossista), intaccando di anno in anno il cospicuo fondo di riserva accantonato nelle gestioni precedenti.

Dopo anni di perdite soffertamente sopportate da parte nostra, sempre credendo nelle promesse e nella buona fede della dirigenza e del C.d.A., nel giugno dello scorso anno abbiamo chiesto alla neo eletta sindaco di nominare una nuova direzione ed un nuovo Consiglio di Amministrazione perché quelli in carica avevano disatteso gli obiettivi di risanamento e mancato alle promesse sulla dismissione del magazzino. Richiesta non ascoltata.
Nella scorsa primavera, dopo le tardive dimissioni della direzione e dell’intero C.d.A. abbiano lanciato la proposta  di conferire l’incarico di direttore dell’Azienda Speciale al già direttore della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia, persona di indubbie competenze e conoscenze, il quale avrebbe di certo trovato sul mercato la soluzione per il magazzino e rimediato in pochi mesi al dissesto finanziario; dietro richiesta dell’allora vicesindaco avrebbe anche accettato l’incarico senza nessun compenso (si deve ricordare il suo “legame” con Sesto per via della CdSR). Sicuramente sarebbe stata una nomina di grande risonanza, forse di malumori in qualche partito della maggioranza, ma avrebbe portato ai risultati attesi. Proposta inascoltata, anzi, forse anche derisa.

Quando il capo di gabinetto del sindaco è stato nominato commissario dell’Azienda Speciale, l’allora vicesindaco aveva offerto il proprio aiuto soprattutto per rivedere la gestione degli ordini, la valorizzazione del magazzino e la verifica degli scaduti, vere piaghe del dissesto economico. Per la propria professione l’ex vicesindaco si occupa anche di farmaci e per anni si è interessato di sistemi informativi per la gestione di farmacie ospedaliere (ordini, scadenze, prezzi, inventari, ecc., quindi nessuna differenza organizzativa con il magazzino delle Farmacie Comunali). Anche in questo caso offerta caduta nel vuoto.

Nel settembre dello scorso anno avevamo anche chiesto di valutare la trasformazione dell’Azienda Speciale in S.p.A., sul riuscito modello di Monza, con quote dell’azionariato nelle mani dei dipendenti, l’assessore al bilancio di quella città ci aveva offerto il proprio aiuto in questo passaggio, ma anche in questo caso abbiamo parlato con sordi. E dunque ora ci chiediamo fin dove sia arrivata la nostra responsabilità politica e dove invece sia iniziata quella, non solo politica, di coloro che avrebbero dovuto occuparsi delle Farmacie Comunali. Oggi è certo che se lo scorso anno fosse stata nominata una nuova direzione ed un nuovo C.d.A., se si fosse messa mano con risolutezza alla gestione, avremmo evitato una perdita di almeno 1.5 milioni di euro dovuta all’assoluta mancanza di governo dell’Azienda Speciale,  con ordini dissennati ed inspiegabili mancate restituzioni alle case farmaceutiche di farmaci scaduti e quindi non rimborsati. Come già detto non ci sottraiamo alle nostre responsabilità politiche, ma avevamo però proposto le ricette (per restare in tema) per evitare di giungere all’insostenibile situazione attuale ed erano di certo soluzioni migliori di quelle ancora effimere prospettate oggi dall’Amministrazione.

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