Falso ginecologo in manette per violenza su minorenni

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Adescava ragazzine minorenni su Instagram con il nome di dottoralbertoberti fingendosi ginecologo e proponendo una finta cura anticoncezionale chiamata Neutro. Un sistema che ha portato un cinquantenne brianzolo con moglie e figli a rendere vittime almeno tre minorenni di 15 e 17 anni ma che grazie alla denuncia di un genitore è finoto in carcere nei giorni scorsi. L’attività investigativa svolta dai poliziotti del Commissariato di Monza è iniziata lo scorso novembre 2018 dopo la denuncia del padre diuna ragazza minorenne: la giovane era stata dapprima circuita attraverso instagram e whats appe poi abusata in un appartamento nella disponibilità di un uomo che si era spacciato per ginecologo e che le aveva prospettato un fantomatico trattamento anticoncezionale denominato
“Neutro”.Le indagini svolte dai poliziotti anche con  servizi di appostamento e pedinamento, e mediante l’utilizzo di GPS, analisi di tabulati telefonici, ricerche in banche dati e individuazioni fotografiche hanno consentito di individuare l’appartamento utilizzato e successivamente l’uomo. Per acquisire riscontri e accertare il coinvolgimento di altre
vittime gli agenti del Commissariato Monza hanno analizzato i profili social utilizzati dal delinquente che consentiva di individuare decine di profili “fake” e di osservare il suo schema di adescamento ingegnoso e subdolo. L’indagato aveva costruito multipli di sé attraverso identità virtuali, utilizzando i suoi “alter ego” per adescare con l’inganno ragazze
minorenni ed indurle a credere di chattare con coetanee dello stesso sesso che, consolidando la sua rete di fiducia, persuadevano la vittima a sottoporsi al fantomatico “trattamento”, sfruttando con furbizia lo stesso linguaggio adolescenziale.Dopo aver agganciato la preda, la modalità di coinvolgimento della stessa nella relazione sessuale veniva tarata sulla base delle fragilità osservate e delle risposte comportamentali ricevute.
Già dalle prime investigazioni è risultata evidente la serialità degli stratagemmi ed artifizi utilizzati dall’indagato .
La circonvenzione di cui è caduta vittima la quindicenne  è stata
realizzata con il ricorso ad una posizione autoritativa, quella di “medico”, percepita dalle
vittime come rassicurante e sufficiente ad attribuirgli fiducia e credibilità con l’ingannevole trappola di una prestazione (trattamento), ormai iniziata alla quale
non era più possibile rinunciare se non accettando le già descritte gravi
conseguenze e/o attraverso il pagamento di una somma ovviamente inaccessibile
ad una vittima così giovane; l’inserimento nella dinamica perversa di afflati di coinvolgimento affettivo con l’utilizzo di un comportamento ammaliante, linguaggio adolescenziale, tonalità divoce sdolcinata, tutti finalizzati a creare un contesto situazionale favorente.Diabolica anche la strategia utilizzata per adescare una terza vittima, nei
confronti della quale l’uomo ha individuato, quale strumento privilegiato
per raggiungere i suoi perversi obiettivi, il coinvolgimento affettivo,
intrecciando preliminarmente con la ragazza – fingendosi un coetaneo di
bell’aspetto – una lunga ed intensa corrispondenza tanto da trascinarla in
una relazione sentimentale virtuale, che si sarebbe potuta concretizzare
solo se lei avesse accettato di sottoporsi al trattamento praticato dal
medico di fama mondiale “BERTI Alberto”, amico di famiglia.
Appariva indubbia la posizione di dipendenza e soggezione in cui
l’indagato aveva, inequivocabilmente, condotto le ragazze, che,
per l’evidente fragile personalità non erano state in grado, in
autonomia, di trovare una via di fuga.
Le vittime, come anche delineato nella relazione clinica della
psicologa che ha coadiuvato gli agenti del Commissariato Monza in
sede di audizione delle minori, hanno subito atti sessuali
altamente lesivi, in quanto, loro, prive degli strumenti per
riconoscerli.

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