Ex Alitalia Sesto, bilancio di due mesi d’occupazione

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Loro la chiamano “liberazione”, gli altri “occupazione” e forse non è solo una questione di intendersi sui termini. Sono passati 2 mesi dall’occupazione del palazzo ex-Alitalia e più di 3 da quella del palazzo ex-Marelli, sgomberato un mese esatto dopo l’apertura dei cancelli. E allora è tempo dei primi bilanci per i rappresentanti di Aldo dice 26×1 che fanno il punto della situazione con una lunga nota che pubblichiamo qui di seguito.

Con questa lotta abbiamo dimostrato due cose: la prima è che per fare fronte alla situazione di emergenza provocata dalla crisi e alimentata dall’inerzia di politicanti e affaristi, le soluzioni dobbiamo trovarle noi, dal basso, collettivamente, affermando i diritti e gli interessi collettivi contro quelli privati e privatistici. Abbiamo adottato il principio che “è legittima anche se è illegale” (è ritenuta illegale da chi governa, amministra e fa valere la legge del più forte) ogni iniziativa necessaria a migliorare le condizioni di vita delle tante (e sempre più) persone e famiglie che stanno perdendo tutto: il lavoro, la casa, i diritti, la dignità.

La seconda è che per trovare dal basso le soluzioni necessarie, occorre avere chiaro e far valere il principio che di fronte alla crisi, ognuno, da solo, non può fare niente; ma uniti possiamo fare tutto. Anche realizzare un progetto ambizioso, che in tanti avevano scambiato per “visionario” e “impossibile”.

Ad oggi nel residence sociale di via XXIV maggio, dentro Aldo dice 26×1, vivono decine di persone che prima vivevano in strada o in strada stavano per finirci a seguito di sfratto. Ci sono famiglie, sono nati due bambini e altri ne stanno per nascere. Aldo dice 26×1 è già, in poche settimane, una soluzione di emergenza che istituzioni e autorità non hanno saputo o voluto trovare in anni.

Chi, fra amministratori e autorità, vuole prendere lezione da quello che Aldo dice 26×1 ha dimostrato e dimostra, può oggi rendersi utile e contribuire a trovare e assegnare alloggi a quelle famiglie che vivono nel palazzo ex-Alitalia, fra le migliaia e migliaia di alloggi sfitti, vuoti e sigillati del patrimonio pubblico o fra i milioni di metri cubi di cemento degli alloggi privati invenduti e sfitti (che sono in gran parte proprietà di immobiliaristi più o meno noti).

E’ una questione di volontà politica. E’ una questione di coraggio. E’ una questione di discontinuità con i modi e le forme della gestione del territorio che si affermata e tramandata per decenni. Ma siamo convinti che non basta confidare nella “sensibilità” e nel buon cuore di chi amministra il territori. La nostra esperienza, in certi casi decennale, ci insegna che ogni soluzione, ogni conquista, ogni avanzamento sarà frutto della lotta e della mobilitazione, della solidarietà e del protagonismo popolare. Le politiche criminali del governo Renzi (vedasi il “piano casa”) lo confermano.

Aldo dice 26×1, il palazzo ex-Alitalia, in via XXIV maggio a Sesto San Giovanni non basta più a fare fronte alle richieste di emergenza abitativa che riceviamo. Aldo dice 26×1 è una parola d’ordine, un modo di vedere il mondo e un modo per trasformarlo: la riappropriazione è il metodo che abbiamo scelto. Con questo spirito consegniamo agli abitanti di via XXIV Maggio la conduzione e la gestione dello stabile ex Alitalia che abbiamo liberato e moltiplichiamo sul territorio le iniziative di riappropriazione.

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