Elettrodotto di via Sottocorno, infuria la polemica anche in tivù

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SESTO SAN GIOVANNI – “E’ stata una pagina vergognosa ed esprimo, così come hanno peraltro fatto i cittadini e i rappresentanti del Comitato Sottocorno, la mia solidarietà all’Assessora Iannizzi. L’attacco, evidentemente preparato a dovere, ha impedito ad Elena Iannizzi di spiegare serenamente i passi compiuti finora ed ha insinuato il dubbio che le sue dichiarazioni non fossero veritiere. Un modo di far politica figlio di una cultura intollerante che non ci appartiene e che rigettiamo con forza. Per inciso, le affermazioni fornite da Elena Iannizzi sono pienamente supportate dai documenti ufficiali, che invitiamo alcuni consiglieri a leggere, almeno come forma di rispetto dei cittadini che a parole dicono di voler tutelare“. Così il Sindaco Monica Chittò ha commentato gli insulti subiti dalla sua assessora nel corso della trasmissione “La vita in diretta” andata in onda ieri sulla Rai, in cui si parlava del caso dell’elettrodotto di via Sottocorno (in un servizio dal titolo eloquente: si può morire di elettrosmog?) e di quello che è già stato ribattezzato da alcuni “Il palazzo dei tumori”.

Davanti alle telecamere Silvia Sardone (moglie del consigliere Di Stefano ed ex coordinatrice cittadina di Forza Italia) si era scagliata contro l’assessore all’ambiente mentre il conduttore e gli ospiti in studio hanno definito gli abitanti della zona come “cavie da laboratorio”. “Noi ci siamo impegnati su questo problema… per poter effettuare l’eventuale interramento va fatto uno studio di fattibilità che è stato finanziato di concerto con il comune di Milano…. il Comune di Sesto ha già dato un incarico a Terna per effettuare uno studio di fattibilità, ci vorranno alcuni mesi… 5 o 6 mesi” ha dichiarato l’assessore sestese all’ambiente nel corso del talk show.

Nei giorni scorsi era stato l’M5S a riaccendere l’attenzione sul problema con un comunicato che attaccava duramente l’amministrazione. Fatto sta che il comitato di zona chiede l’interramento dell’elettrodotto, che secondo molti abitanti sarebbe all’origine dei numerosi casi di tumore che, purtroppo, hanno colpito molti residenti, mentre Asl e Arpa assicurano che l’impianto non è nocivo per la salute.

Ma la “tensione è alta” e la vicenda, ne siamo certi infiammerà ancora a lungo il dibattito politico sestese.

 

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