Dorian, il trader poeta…

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Intervista di Marta Abbà

A 36 anni appena compiuti si fa chiamare Dorian Dyler e fa il poeta. Su Amazon c’è la sua prima raccolta di poesie, “Stelle cadenti”, con solo una piccola parte della sia immensa produzione di versi. Dopo gli studi di Filosofia, dopo un Master alla Bocconi, un esordio nel marketing e dal 2004 una carriera da trader a Londra, questo poeta ha lasciato tutto,è tornato in Brianza, ha ritrovato i suoi scritti e sé stesso.

Scrivi fin da piccolo, ricordi le sue prime “scritture” ?

Tutto è cominciato quando avevo sei anni, allora non potevo rendermi conto. Ricordo ancora quei giorni, tra cartoni animati come Banner lo scoiattolo, Conan, Mazinga e qualche poesia. Scrivevo e nascondevo tutto, da allora non ho mai smesso.

Come i senti quando scrivi?

E’ una cosa naturale con cui nel tempo ho imparato a convivere. Mentirei se dicessi che non fa male ma chi, quando si mette a nudo, non si sente in bilico fra questo e l’altro mondo?

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Quando e come hai deciso di cambiare strada ?

Tornato a casa dei miei, nella mia camera, ho ritrovato oltre 5mila poesie, migliaia di canzoni, libri, tutto rimasti ” nel cassetto”. E mi sono detto: “ma che diavolo stai combinando?”. Ho mandato a quel paese” la carriera e ho rivalutato la mia vita, ho preso un centinaio di poesie e ho messo tutto su Amazon.

E adesso?

Mi ritrovo ad aver messo in gioco tutto quello che nel corso degli anni avevo cercato di costruire. Ora non ho proprio idea di che sarà di me: ho tirato i dadi della vita e anche se questa non è Las Vegas. Oggi per me non è più tempo di grandi progetti: ho sempre fatto quello che ho voluto, ma le regole sono per i matematici, non per quelli come me.

Le persone accanto a lei come hanno preso la sua scelta?

Più andavo avanti più la mia famiglia intuiva che la mia non sarebbe stata una vita in discesa. Se vivi con il cuore in mano va a finire che prima o poi ti cade per terra. Fa male ma è l’unico modo che conosco per non sporcare la coscienza.

Oggi quando e per quanto tempo scrivi ?

Ci sono giorni dove non riesco a smettere di scrivere, altri invece no. Ma non è un problema: per anni ho provato un forte senso di inadeguatezza verso il mondo, nascondendo anche ciò che scrivevo, ora non è più così.

Nei tuoi testi ci sono tematiche o personaggi ricorrenti?

Non credo, e se ci sono non me ne sono mai accorto. La verità è che io scrivo senza starci a pensare; è un flusso continuo. Scrivo e poi nemmeno rileggo. Far entrare la ragione nella stanza del cuore significherebbe solo creare un gran caos.

Ci sono dei poeti o degli scrittori che preferisci?

Ne ho letti parecchi ma sempre cercando di non farmi entrare nessuno dentro: se lo avessi fatto avrei perso i miei versi. Leggo solo chi purtroppo non è più a questo mondo, chi è già morto da un pezzo. I poeti moderni non mi interessano e sinceramente nemmeno li conosco.

Ha mai pubblicato qualche tuo verso o partecipato a concorsi?

Qualche anno fa ho pubblicato su una rivista ma la cosa è finita li. Non faccio parte del giro, non partecipo a concorsi letterari e penso che la poesia non sia una ricchezza nelle mani di quei “saggi” che se la tirano. La poesia è nel cuore di ogni essere umano, è nelle scritte sui muri dei ragazzi, nelle loro ribellioni, nei loro sogni e nelle loro speranze.

Salutiamoci con qualche tuo verso.

E quando il mare s’alza…ogni spiaggia s’inchina…/il vento sbuca fuori dai lacerati portoni dell’universo….i pianeti danzano mentre Dio fa il deejay/ma ogni secondo che passa in questo mondo…è un secondo che resta …per sempre nell’altro../per sempre nell’altro.

 

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