Dopo il caso Celentano, altre polemiche sulla Rho-Monza

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MONZA E BRIANZA – Non solo Celentano. Se di recente ha fatto discutere l’accenno di Adriano Celentano alla Rho Monza, definita ‘… il prossimo scempio che si compirà…” nella sua ultimaTi fai del male” (Ascolta la canzone CLICCA QUI), la questione torna ad infiammare anche il dibattito politico. Sono passate poche ore dalla riunione  della commissione provinciale garanzia e controllo della Prvincia di Milano a Palazzo Isimbardi che aveva all’ordine l’audizione di Marzio Agnoloni, Presidente di Milano Serravalle, in merito alla situazione economica della società e al finanziamento e realizzazione delle infrastrutture in programma. Ma il numero uno di Serravalle non si è vista e la sua assenza non è certo passata inosservata.

Anzi, il capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha dichiarato: “Ritengo gravissimo il fatto che in un momento decisivo per le sorti della Rho-Monza e dell’interramento richiesto dai comitati e dagli enti locali, il presidente Agnoloni non abbia nemmeno avuto il coraggio di venire in aula ad aggiornarci sullo stato di fatto delle trattative ancora in corso col ministero, per una “imprevedibile” indisposizione dopo aver partecipato ieri al convegno sulla mobilità di Assolombarda”.

“Dopo i continui rimpalli tra Provincia, Regione e Governo delle “piccole intese” PD-ex PDL-SC, serve la massima chiarezza su cosa ne sarà della richiesta di interramento legittimamente avanzata da cittadini, comitati ed istituzioni locali. Lorsignori devono trovare il coraggio di dire che il tratto di Paderno Dugnano della Rho-Monza va definitivamente bloccato perché, a settecento giorni da Expo 2015, non ci sono né i tempi di cantiere né tanto meno i soldi”.

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