Don Chisciotte e la follia in scena al Manzoni

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Chi è pazzo? Chi è normale? Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. Questa la ricerca che sottosta alla rivisitazione di Don Chisciotte, il capolavoro di Cervantes, da parte di Francesco Niccolini e del suo team di drammaturghi il 29-30 novembre e 1 dicembre sera in scena al Teatro Manzoni di Monza. Sarà Alessio Boni, noto volto del teatro e della tv a interpretare il cavaliere della Mancha insieme a Sierra Yilmaz, Marcello Prayer Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico Nicoló Diana. Un Don Chisciotte che trascendela consapevolezza del morire e combatte per un ideale etico, eroico, che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano e che, involontariamente, l’ha reso immortale. È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in una rete di regole pre-determinate? Gli uomini che hanno osato vincolarsi da questa rete – con il sogno, la fantasia, l’immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa, ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.

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