Dissequestrata la discarica di San Damiano

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BRUGHERIO – Dissequestrata la discarica per rifiuti speciali al confine tra Viale delle Industrie e San Damiano. Il provvedimento è stato disposto, lunedì scorso, dal Tribunale del Riesame come risposta all’appello presentato dalla ditta che gestisce l’impianto, la Cem (subentrata alla Crimo s.r.l. che aveva ottenuto la concessione nel 2011 dal Comune di Monza). Secondo i titolari della ditta il sequestro non aveva ragione d’essere in quanto non era stata provata la connessione tra i presunti reati di corruzione sui quali indaga la Procura di Monza e per i quali sono indagati l’ex assessore Giovanni Antonicelli che autorizzò il cambio di destinazione d’uso del terreno da agricolo a produttivo, e i tre titolari della ditta. Non ci sarebbe dunque prova del fumus delicti nell’attività della discarica. I giudici del Riesame hanno comunque concluso invece che il sequestro, in quanto probatorio, non ha più ragione di essere, avendo ormai la Procura acquisito tutte le prove del “fumus delicti”, ovvero della presunta corruzione attuata in fase di concessione del terreno. Quindi, a quanto confermato dagli investigatori, la ditta può riprendere le attività, ma l’indagine è più che mai delineata e quindi sarebbe praticamente provato che quando l’ex assessore inserì il terreno di oltre che era agricolo nel nuovo Pgt come produttivo, dando la concessione per trattamento rifiuti speciali, commise un illecito in favore della ditta stessa.

La sentenza di dissequestro è stata accolta con favore dai titolari della discarica che hanno ripreso i lavori a pieno ritmo e che hanno fatto sapere di valutare la possibilità di chiedere un risarcimento danni per il fermo di due mesi al Comune di Monza e alla provincia. A questo punto dell’inchiesta i Comuni potrebbero addirittura poter revocare la concessione, in quanto nel procedimento penale in via di definizione, l’illeicità della stessa sembrerebbe delinearsi. Dal canto suo invece il titolare dell’impianto reclama l’assoluta perfezione formale degli atti amministrativi che portarono a quella concessione.

«Vedremo a questo punto come agire in base all’inchiesta in corso insieme al Comune di Monza, ma di sicuro ci attiveremo subito», ha fatto sapere l’assessore brugherese Marco Magni sin dall’inizio schierato affianco dei cittadini nella battaglia contro la discarica. «A questo punto siamo più forti perché abbiamo i due comuni solidali con noi – ha aggiunto Tino Barzetti, portavoce dl Comitato San Damiano di Brugherio – quella non è una discarica ma una vera e propria fabbrica a cielo aperto e noi non la vogliamo». I cittadini sono anche in attesa di capire cosa ne è stato dell’esposto presentato a dicembre a Procura, Asl e Arpa relativo al presunto inquinamento acustico e ambientale prodotto dall’impianto a pochi metri dalle loro abitazioni e al quale avevano allegato dettagliate rilevazioni fonometriche e visive. Ancora nessuna risposta è poi pervenuta a Magni sulla richiesta fatta dal Comune di Brugherio dei documenti relativi alla zonizzazione acustica. «Per ora ci hanno consegnato soltanto un documento relativo ad un pozzo insistente sul confine con l’area del quartiere brugherese che per noi era sospetto per gli scarichi nelle falde – ha spiegato Magni – ma niente ancora sul piano di zonizzazione acustica e a ben vedere quello che stanno facendo adesso mi viene un dubbio».

di Laura Marinaro

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