Depuratore di San Rocco, quale futuro?

0
447

MONZA – Per ora, si tratta di semplici ipotesi. Niente di più. Sono quelle contenute in uno Studio di fattibilità per valutare l’eventuale delocalizzazione degli interventi per la ristrutturazione del depuratore di Monza San Rocco (Master Plan fasi 2-5, linea liquami.). La ricerca è stata commissionata da Alsi Spa, proprietaria dell’impianto in seguito ad una precisa richiesta del Sindaco di Monza, Roberto Scanagatti. All’indomani della sua elezione, il primo cittadino aveva infatti scritto alla società  Alto Lambro Servizi Idrici, dicendosi perplesso “per la tempistica prevista per la soluzione delle problematiche connesse all’impianto di depurazione San Rocco” e sollecitando la verifica di possibili soluzioni alternative-integrative su terreni comunali adiacenti all’infrastruttura pubblica. Una domanda, quella di ulteriori approfondimenti rispetto all’attuazione dell’appalto di Master Plan 2-5 con tempo di realizzazione di 12 anni, supportata anche dall’Assemblea dei Soci di Alsi del giugno scorso. Così, a metà luglio, il neo Amministratore Unico della Spa monzese Filippo Carimati, ha incaricato un pool di esperti di mettere a punto uno studio specifico, prendendo in considerazione l’ipotesi di trasferire totalmente o parzialmente il comparto biologico di trattamento liquami dell’impianto sulle aree limitrofe indicate dal Comune di Monza.  Nella predisposizione del documento sono stati calcolati costi e tempistiche di esecuzione, mantenendo inalterati gli obiettivi strutturali del progetto iniziale (rispetto dei limiti allo scarico dei liquami, adozione di tecnologie in ambienti chiusi e deodorizzati, mitigazione dell’impatto ambientale). Identici anche gli standard qualitativi e quantitativi con la stessa potenzialità di trattamento dei reflui.

Dal lavoro del team di specialisti sono emerse cinque “soluzioni tecniche”.  Di queste, solo due, assai  simili tra loro, sono risultate tecnicamente  praticabili. Entrambe, prevedono la delocalizzazione del 50% della linea biologica da costruire ex novo sulle aree del Comune, in parte già adibite a servizi. Con opportuni interventi di adeguamento e di ristrutturazione edile, verrà riutilizzata  anche la linea biologica attualmente esistente e funzionante.  Tutte e due le soluzioni impiegano una tecnologia a fanghi attivi di tipo estensivo, al posto di quella a membrane contemplata dal Master Plan 2-5 che occupa spazi più contenuti, ma che richiede l’utilizzo di grandi  quantità di energia. Una volta realizzate, le nuove opere dovranno essere interconnesse idraulicamente e tecnicamente con il preesistente depuratore, in modo da costituire un’infrastruttura unica.

Spiega l’Amministratore Unico, Filippo Carimati: “Alsi ha di fronte una gara d’appalto da 63 milioni di Euro, aggiudicata in via definitiva da RTI Putignano-Artifoni-Desa per la realizzazione del Master Plan 2-5. Diversamente da quanto si sono affrettati a dichiarare alcuni soggetti con l’unico scopo di disinformare e creare confusione tra l’opinione pubblica, siamo dunque in una fase precontrattuale in cui c’è ancora tempo per intervenire ed eventualmente per rinegoziare il progetto, con le opportune valutazioni. In questo contesto, dar corso alla richiesta del Sindaco Scanagatti per sondare altre possibilità rispetto ad un’opera pubblica così rilevante e impegnativa, mi è parso un atto dovuto”.

“Oltre al progetto Master Plan- aggiunge Carimati – adesso, sul piatto c’è un’altra soluzione, interessante per la contrazione della tempistica di circa un quarto e per l’abbattimento dei costi di realizzazione e di gestione, con ripercussioni a lungo termine anche sul sistema tariffario. Abbiamo già illustrato queste prospettive all’Assemblea dei Soci e al Comitato San Rocco. E’ nostra intenzione compiere ulteriori approfondimenti per poi presentare lo Studio alla popolazione e agli altri attori coinvolti, nel segno della trasparenza e della partecipazione”.

Le soluzioni alternative tengono conto degli obiettivi ambientali già fissati per il Master Plan: limiti allo scarico pervisti dalla Regione Lombardia per il 2016; eliminazione esalazioni moleste con impianti di deodorizzazione dedicati; inserimento di barriere a verde per la mitigazione ambientale. In base alle stime prodotte dal gruppo di lavoro che, in collaborazione con gli uffici progettazione interni di Alsi, ha prodotto la “ricerca” in soli due mesi, se si spostasse parte del depuratore in un luogo attiguo riutilizzando l’attuale comparto biologico, si otterrebbe una diminuzione dei tempi di realizzazione di circa un quarto ed una significativa riduzione dei costi di realizzazione e di esercizio.

I due percorsi progettuali differiscono solo per la tipologia delle vasche di sedimentazione: in un caso, sono circolari e nell’altra, rettangolari. Indipendentemente dalla forma, i sedimentatori sono completamente chiusi, deodorizzati e circondati da ampie fasce di verde.

Costruito nei primi anni Sessanta, il depuratore di Monza San Rocco tratta attualmente 200 mila metri cubi di liquami al giorno. Serve 700 mila abitanti equivalenti. Le prime due fasi dell’intervento di ristrutturazione Master Plan 1A (rifacimento completo dei manufatti di ingresso e pretrattamento) e 1B (nuova sezione di trattamento fanghi) sono state avviate nel 2009. Il primo completamento lavori porta la data del febbraio 2011 mentre, è prossima l’ultimazione della fase 1B, già in fase di gestione controllata. La spesa complessiva degli interventi fin qui realizzati ammonta a circa 20 milioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here