Davide Erba, un successo made in Brianza

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MONZA –  Diciamo la verità: le sconfortanti notizie sulla disoccupazione giovanile e i tanti, crudi numeri di una crisi che mette in ginocchio aziende e lavoratori riuscirebbero a deprimere anche il più inguaribile degli ottimisti. Eppure ci sono ancora delle storie di successo da raccontare. Non solo storie di giovani talenti che lasciano il nostro Paese e si affermano dall’altra parte del mondo, ma anche avventure tutte made in Italy o quasi. Una di queste è senz’altro quella di un brianzolo doc come Davide Erba, che da Lissone lancia la sua sfida ai colossi dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Classe 1980, Erba studia al liceo Zucchi di Monza e poi vola in Cina meridionale per maturare esperienza nel mondo del trading internazionale. Dalla ‘repubblica del dragone’ nel 2010 torna nella “sua” Brianza dove lancia una start-up, Stonex. La società si specializza nella progettazione e produzione di strumenti topografici di alta precisione per diverse applicazioni: dall’ingegneria civile alla topografia, dalla sicurezza ai trasporti. Cresce nonostante i morsi della crisi fino ad essere presente in oltre 50 paesi e, oltre alla gamma di prodotti tradizionali, si “tuffa” nel mondo degli smartphone per una scommessa affascinante ed ambiziosa. Lui non s’accontenta e nel 2011 diventa anche presidente della squadra di calcio femminile del Fiamma Monza. Una storia di successo che inizia a Monza, fa il giro del mondo e da Monza riparte e che il protagonista ci racconta così…

 

Fondare oggi un’impresa in Italia è una scelta coraggiosa o incosciente? E perché?

Nessuna delle due. Fondare un’impresa oggi comporta grandi responsabilità e tanti sacrifici, ma con le idee imprenditoriali giuste è possibile creare qualcosa d’importante. Un imprenditore deve anche saper rischiare e posso ammettere di essere soddisfatto della scelta fatta.

Di solito si celebrano i cervelli italiani che fuggono all’estero in cerca di successo. Lei l’affermazione la cerca in casa, partendo dalla sua Brianza. Ci può spiegare la sua scelta?

Dopo anni di lavoro all’estero ho deciso che era arrivato il momento di mettermi in proprio. Il mio sogno è sempre stato quello di avere una mia impresa e perché non averla in Italia? Il nostro Paese sta vivendo un periodo difficile, gli imprenditori chiudono le proprie aziende o vanno all’estero, ma non è sempre così. Bisogna avere il coraggio di investire e il duro lavoro alla lunga paga.

C’è stato un fatto o un aneddoto particolare legato al momento preciso in cui ha deciso di iniziare la sua avventura imprenditoriale.

Nella prima sede dove abbiamo mosso i primi passi, un piccolo ufficio della zona, eravamo solo due persone con una scrivania, un pc portatile e un telefono… piccole similitudini con una nota azienda americana che fanno ben sperare!

 Stonex: ovvero dalla mappatura delle città agli smartphone, come è nata l’idea?

Stonex è nata tre anni fa e si occupa della progettazione di strumenti di rilevazione GPS ad alta precisione e topografici. Recentemente abbiamo sviluppato e realizzato un Laser Scanner che permette di effettuare la mappatura del territorio in 3D e il governo cinese è stato il primo a interessarsi a questo prodotto acquisendo i nostri strumenti. L’idea smartphone è invece nata due anni fa, e grazie al know how tecnologico dell’azienda ci ha permesso di entrare con i nostri prodotti in un mercato totalmente nuovo.

stonex

Quanto la sua esperienza di lavoro in Cina, lontano dall’Italia, ha influito sulla sua scelta di lanciarsi in questa avventura imprenditoriale?

L’esperienza in estremo oriente mi ha permesso di crescere professionalmente e di intraprendere per anni attività dirette sul campo allacciando i primi rapporti lavorativi. Lo scopo finale era mettersi in proprio e non appena ne ho avuta l’occasione, ho subito pensato al mio Paese e a cosa servisse per creare un business. Il resto va da se.

 In che modo smartphone Stonex Stx S lancia la sua sfida a colossi come Apple e Samsung?

Il nostro obiettivo è proporre prodotti di alta tecnologia a prezzi ragionevoli per l’utente finale. Competere con grandi nomi non ci spaventa. Sappiamo che l’impresa è ardua ma siamo anche consapevoli di creare prodotti affidabili e appetibili per il sempre più esigente mercato della telefonia e dell’elettronica in generale. Dopo due anni abbiamo già lanciato 3 modelli di smartphone, tra cui STX Ultra, top di gamma e un nuovo smartphone entry level che a breve sarà disponibile.

Si immagini per un momento politico; in un’ipotetica riforma del mercato del lavoro “firmata” da lei cosa farebbe per rilanciare le imprese?

Le aziende fanno fatica ad assumere a causa dell’andamento generale delle vendite e a causa dei costi del lavoro eccessivi. Una prima riforma utile sarebbe quella di creare forti incentivi alle assunzioni con detassazioni per almeno 3-5 anni per i neo-assunti fino a riportare l’occupazione a standard europei e al pari delle grandi economie dell’Europa occidentale.

Il “made in Italy” può rappresentare ancora un sinonimo di eccellenza nel mondo?

Il “made in Italy” è riconosciuto in tutto il mondo e i nostri prodotti vogliono rispondere a questo requisito. Noi italiani siamo molto attenti a tutto ciò che riguarda la moda e lo stile e nei nostri prodotti c’è tutta la passione e l’attenzione ai piccoli dettagli.

 Un consiglio ai giovani che finiscono le scuole o l’università e si affacciano al mondo del lavoro…

Il consiglio è di non smettere di coltivare i propri sogni e le proprie ambizioni. La crisi ha portato instabilità nel mondo lavorativo ma le idee vincenti sono quelle che possono fare la differenza e aprire a nuovi scenari lavorativi.

Giorgio Valleris

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