Dalla ex Silicon Valley brianzola un concerto contro la crisi

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BRIANZA- Dopo l’autunno caldo, la primavera si aprirà con le stesse preoccupazioni per molti lavoratori della ex Silicon Valley brianzola, quell’area del vimercatese che avrebbe dovuto rappresentare il traino imprenditoriale della zona ma che, come altre realtà, paga il prezzo della crisi.

Ma questa volta non ci sarà la “classica” manifestazione fuori dai cancelli degli stabilimenti, bensì i lavoratori si daranno alla musica… Infatti, le Rappresentanze Sindacali Unitarie di Micron Tecnology, Alcatel Lucent – STMicroelectronics – Compel, Linkra, Bames Sem, Jabil, Italtel, Nokia solution and Network, Cisco  e Siae organizzano una serata contro la crisi e per l’occupazione con musica e stand informativi delle rsu il: 21 marzoprossimo presso lo spazio Corelli in via Arcangelo Corelli 40 Milano a partire dalle ore 21.30.

 

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“Vogliamo parlare di Hi-tech, telecomunicazioni, microeletronica e informatica. Vogliamo parlare e far parlare di noi, vogliamo parlare – si legge nella nota – di altissime professionalità che si stanno perdendo, di posti di lavoro che si stanno cancellando, del nostro lavoro e del nostro futuro. Vogliamo costruire insieme prospettive per salvaguardare i nostri posti di lavoro!

“Auspichiamo che questa sia la prima di una serie di iniziative tra le RSU ed i lavoratori e le lavoratrici di aziende e multinazionali che fanno parte del comparto produttivo dell’HI-TECH. Un settore questo cha da sempre rappresenta una importanza strategica per il nostro paese ma che, a causa della mancanza di una seria politica industriale nazionale ed europea e di scelte industriali sbagliate delle aziende, sta vivendo una drammatica e generalizzata situazione di crisi fatta di esternalizzazioni di attività, delocalizzazioni oltre oceano, chiusure di siti, licenziamenti e casse integrazioni”.

“Speriamo – conclude il comunicato – che questa sia l’occasione di parlare anche con i giovani che stanno cercando un posto di lavoro, per tentare di costruire insieme e per dare loro una prospettiva diversa.E’ per questa ragione che abbiamo deciso di uscire dagli standard “tradizionali” di comunicazione sui problemi del lavoro! Per coinvolgere chi un lavoro ce l’ha, chi lo sta perdendo e chi lo sta cercando!”.

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