Una settimana da “profughi” nel Sahara

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L’avventura di Pietro Isotti, infermiere al San Gerardo e la moglie Flavia Bernardi, educatrice, entrambi residenti a Sesto San Giovanni, è terminata con l’amarezza di ritrovarsi nel caos coronavirus e la felicità di aver aiutato il popolo Saharawi, stremato da fame e guerra. La coppia, infatti, ha partecipato alla maratona di beneficenza nel deserto del Sahara organizzata per aiutare l’organizzazione Shanti Sahara e in particolare il popolo Saharawi che vive nei campi profughi in Algeria. Dopo la corsa però i due sono andati proprio a visitare i campi e hanno vissuto alcuni giorni con i profughi. «È stata un’esperienza incredibile – ha raccontato Flavia – la corsa molto faticosa, con un caldo fuori dal comune anche in quel deserto, ma già arrivare alla fine è stata una soddisfazione». La coppia con il crowfounding lanciato sul web aveva raccolto oltre milla euro ma ha prolungato la raccolta sul sito di eppeia. «I soldi serviranno ad aiutare il popolo Saharawi che vive in questi campi dove le case sono tende o capanne di pietra – ha spiegato Flavia – è stato bello stare con loro e vivere come loro: eravamo in una capanna con una famiglia piena di bambini felici, pur con tutte le loro difficoltà». Nel deserto a 50 gradi di temperatura con solo una cisterna d’acqua a famiglia è dura. Tuttavia la vita scorre e i bambini cercano di giocare e andare a scuola comunque grazie agli aiuti degli occidentali. «La cosa che mi ha colpito di più è che la famiglia è composta prevalentemente da donne sole, loro dicono single – ha aggiunto – anche perché gli uomini partono per l’Europa per cercare lavoro e non tornano più…è pazzesco ma la loro dignità è unica». Adesso Pietro, che in Algeria, si sentiva lontano dai problemi legati al nuovo virus, è impegnatissimo con il suo lavoro, ma la gioia data da questa esperienza se la porta nel cuore. Sul sito eppeia la raccolta per il Saharawi continua.

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