Crisi Alcatel, l’azienda conferma i tagli e il sindacato dice no

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Crisi Alcatel la storia infinita. Mentre l’azienda ha confermato il piano con 219 esuberi, un “piano industriale” di tagli ai quali il sindacato è contrario, i vertici accettano l’invito degli stessi sindacati ad un tavolo con il Governo per decidere il futuro dei lavoratori della ex Silicon Valley.  Intanto  martedì 7 giugno si è svolto, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’incontro con la direzione Nokia Italia per cercare di approfondire i contenuti del piano di ristrutturazione della nuova società nel quale il rappresentante del ministero ha dichiarato che il Ministro Calenda sta cercando di incontrare il CEO di Nokia ed è disposto di andare in Finlandia se necessario per velocizzare i tempi di questo incontro. «Come sindacato pensiamo che sia importante l’intervento del Governo sui vertici della multinazionale per contribuire alla riduzione degli esuberi in Italia, magari portando nuove attività anche a fronte degli investimenti sulla banda ultra larga – ha scritto Redaelli rappresentante della Fim –  Ècontradditorio l’uso di finanziamenti pubblici (da Regione Lombardia, MiSE) con la presenza di dichiarazione di esuberi, questi soldi devono servire anche per ridurre l’impatto sulle eccedenze annunciate». L’azienda  ha poi illustrato i contenuti degli interventi annunciati, 219 eccedenze (100 ex Nokia e 119 ex Alcatel Lucent) e ha parlato di un piano locale inserito in un contesto di strategia globale della multinazionale, parlando di centralizzazione, di sinergie, di efficienza nella logica di una nuova società nata dalla storia e dalla fusione di due aziende che si sono messe assieme. L’azienda ha raccolto il nostro invito e quello del Governo di fare un percorso insieme, il più possibile condiviso, ribadendo che per la società il fattore temporale è importante e il piano si deve realizzare entro il 2017. «Come Fim in particolare, ricordando come si è chiuso l’ultimo piano di ristrutturazione di Alcatel Lucent, che ha visto il licenziamento unilaterale delle 19 persone rimaste in eccedenza e sul fatto che ad oggi due lavoratori (altre cause sono in corso) che hanno impugnato il licenziamento ottenendo il reintegro siano state nuovamente licenziate, abbiamo espresso la netta contrarietà a gestire assieme un piano se non c’è chiarezza in tal senso, noi pensiamo che ci debbano essere zero esuberi alla fine e nessuna azione unilaterale da parte dell’azienda». Novità come su richiesta del MiSE sono rinviate al 28 giugno prossimo.

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