Crack Bames Sem: i sindacati: è giusto che si paghi ora

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Un crack da decine di milioni di euro, oltre a 400 lavoratori a casa e una vera e propria debacle della Silicon Valley Vimercatese. Si è chiusa, con tredici indagati a vario titolo per bancarotta fraudolenta e altri reati connessi, l’inchiesta avviata dalla Guardia di Finanza di Monza coordinata dal procuratore Walter Mapelli per l’azienda oggi passata nelle mani di Telit che aveva sede a Vimercate. Indagati sono l’attuale amministratore delegato della Telit Corporation, l’israeliano Caat Oozi, oltre ai presunti amministratori di fatto di Bames Sem Vittorio Romano Bartolini, di Monza, i figli Massimo Vittorio e Selene, di Milano, nonchè dei tre manager, Luca Bertazzini, presidente del consiglio di amministrazione di Bames fino al 2008, Giuseppe Bartolini, bresciano  e Alessandro Di Nunzio e tre professionisti membri del collegio sindacale di Bames, Riccardo Toscano, Angelo Sandro Interdonato e Salvatore Giugni, tutti di Milano. L’accusa è di aver distratto dall’azienda 230 milioni di beni per propri fini. Soddisfatti i sindacati: “Speriamo ci sia un rinvio a giudizio per tutti e che si accertino le responsabilità di chi ha sbagliato – scrivono – come Fim Cisl, Gigl Fiom ed Rsu avevamo fatto istanza di fallimento per le società per eliminare i Bartolini e nel 2010 avevamo presentato uno studio sul saccheggio di Bames organizzando un convegno pubblico insomma noi siamo stati protagonisti di questa inchiesta ma non si cancelleranno mai i danni fatti ai lavoratori».

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