Cornelli promuove la Città Metropolitana

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CORMANO – “Nel creare l’area metropolitana non dobbiamo livellare verso il basso ma verso alto”: questa è l’idea del sindaco di Cormano Roberto Cornelli che spiega i vantaggi di questa trasformazione: una opportunità da non perdere, ora, sperando poi di riuscire ad ottenere una legge speciale per Milano. Ad esempio per l’elezione diretta del sindaco, altrimenti ci sarebbe un “grave problema di democrazia”.
Le piace l’idea dell’area metropolitana?
“E’ un tema fondamentale, ormai, soprattutto per i Comuni della prima fascia, ma non solo. Molti problemi possono essere risolti solo con un governo metropolitano che possa rispondere meglio ai bisogni dei cittadini impiegando meno risorse, evitando sovrappo- sizioni, duplicazioni”.
Qualche esempio?
“Trasporti, politiche attive per il lavoro e anche la gestione del territorio per quanto concerne il consumo di suolo: se non si ragiona in ottica metropo- litana ciascun Comune fa un pezzo ma non collegato con gli altri. Questo comporta un grande spreco di risorse. Non sempre il piccolo comune è bello, su certi temi nessuno mi convincerà mai che un singolo comune fa meglio dell’area metropolitana”.
Ci sono Comuni preoccupati: temono un furto di identità e mansioni. Che cosa ne pensa Cormano?
“E’ una preoccupazione giusta ma che non deve assolutamente diventare campa- nilismo senza senso. Se si tratta del timore di perdere identità inteso come le cose positive fatte dai singoli Comuni, allora deve rimanere salda perché nel creare l’area metropolitana non dobbiamo livellare verso il basso ma verso alto. Bisogna fare in modo che ciò che c’è di buono in alcuni Comuni, si faccia ovunque. Non sono d’accordo, invece, se diventa una scusa per sostenere piccole rendite di potere locale che non hanno a che fare con i servizi per i cittadini”.
Che vantaggi ci saranno per i cittadini?
“Da sindaco di Cormano penso che con la costituzione dell’area metropolitana ci si metterebbe un po’ di tempo in meno a fare una linea metropolitana o a bonificare un’area al confine tra due comuni.
Questo sarebbe un bel vantaggio per me e per i miei cittadini. Penso anche alle politiche per l’inquinamento e a quelle per il lavoro. Per i trasporti, inoltre, oggi non ha proprio senso che una società solo milanese gestisca le reti per la provincia: ci vuole un ente con a capo anche gli altri Comuni”.
Timore di ingerenze da parte di Milano?
“Pensare che i milanesi hanno la preoccupazione inversa, di venire smembrati come Comune. Sono tutte paure che nascono sull’onda dell’emotività ma noi dobbiamo costruire uno schema di governo metropolitano che sia democratico, in cui tutti cittadini possono scegliere il sindaco metropolitano. Oggi la legge non è così”.
Va cambiata?
“Si parla di un sindaco provvisorio, che sarebbe il sindaco di Milano. Finché si parla di provvisorio, fino alle elezioni dirette, okay, ma non può essere la soluzione definitiva altrimenti diventa un serio problema di democrazia, e anche un problema di efficacia”.
Reputa necessaria una “legge speciale” per l’area metropolitana di Milano?
“Penso sarebbe utile ma penso anche che non dobbiamo assolutamente sprecare l’opportunità che abbiamo subito, con la legge derivante dalla spending review che prevede già l’area metro- politana per Milano, Monza e Brianza e tutti i comuni che richiedono di farne parte con un referendum. Dobbiamo porci l’obiettivo di avere la città metropolitana con questa legge, se poi riusciamo ad avere una legge speciale che mette ordine alle incongruenze che ci sono, meglio”.
Di quali incongruenze parla?
“Prima fra tutta l’elezione diretta del sindaco metropolitano. Con questa legge Milano dovrebbe spezzettarsi affinché avvenga l’elezione diretta. Bisognerebbe mettere mano a questo, indicando per Milano semplicemente delle forme di decentramento più spinte”.
E a Milano si aggiunge an- che Monza: sarà un problema?
“Si deve ragionare in termini di bisogni reali delle persone, quindi, al di là della battaglia di indipendenza di Monza, è naturale che in un discorso di revisione delle province, questa città graviti su Milano piuttosto che sulla zona dei laghi. Nell’ottica del cittadino è più naturale ragionare così”.
E i suoi cittadini, cosa pensano dell’area metropolitana? Li dovrà convincere?
“I miei cittadini sono già metropolitani: lavorano a Milano o nell’hinterland, ma- gari vanno in palestra a al cinema nei Comuni vicini, utilizzano i parchi di tutta l’area e se decidono di cambiare posto di lavoro di certo non si limitano a mandare curricula solo a Cormano. La vita reale delle persone è già metropolitana”.

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