Cornaredo – Al via il progetto del Campo Pozzi del Gruppo CAP

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Un progetto perfettamente eco-sostenibile, che non produce impatti negativi sul territorio: è in sintesi questo il risultato della prima fase della VAS, Valutazione Ambientale Strategica, avviata in relazione al progetto di realizzazione di un Campo Pozzi a Cornaredo. Dopo la delibera comunale del 3 dicembre 2012, il professionista incaricato, dottor Umberto Puppini, ha consegnato al Comune il “documento di scoping”, documento tecnico che prefigura le prossime tappe del percorso, e che è stato pubblicato sul sito SIVAS come richiesto dalle procedure della Regione Lombardia e presentato il 29 gennaio 2013 alla prima Conferenza di Servizi. Dopo sei mesi, si è svolta la conferenza di valutazione, e il 25 settembre è stato consegnato al Comune il documento tecnico finale di questa fase, cioè il rapporto ambientale. Ed è proprio su questo documento che il Comune ha organizzato l’assemblea pubblica del 4 novembre, per illustrare ai cittadini di Cornaredo le valutazioni ambientali sul progetto di realizzazione del Campo Pozzi.

La Vas ha proprio lo scopo di valutare gli effetti ambientali di Piani e Programmi prima della loro approvazione, durante e al termine del loro periodo di validità. Il progetto è quindi stato analizzato, considerando le esigenze di tutti i soggetti coinvolti: la popolazione interessata, la Regione Lombardia con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, la Soprintendenza per i Beni Archeologici, l’ARPA, la Provincia di Milano e l’ASL Provincia Di Milano 1, i Comuni di Bareggio, Cusago, Pregnana Milanese, Rho, Settimo Milanese, il Parco Agricolo Sud Milano, l’ATO Provincia di Milano, il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi. La Vas prende in considerazione anche la conformità del progetto rispetto agli strumenti di pianificazione comunali (PGT) e sovracomunali (PTC Parco Sud, PTCP provinciale, PTUA Regionale), e ha verificato l’assoluta compatibilità del progetto con tutti questi livelli di pianificazione territoriale.

Infine, il quadro ambientale: la risorsa idrica in questa zona è qualitativamente e quantitativamente ottima, e non ci sono controindicazioni a prelevarne secondo quanto previsto dal progetto. La Vas identifica tutti i possibili impatti dell’opera sul territorio: oltre che sull’ambiente idrico, è stato valutato l’impatto sul paesaggio, sul consumo di suolo, sull’atmosfera, sulla viabilità, sulla vegetazione, sulla fauna e l’impatto acustico. In nessuno di questi casi si sono riscontrate controindicazioni importanti, e sono state valutate le opere di compensazione e mitigazione previste proprio per ridurre al minimo l’impatto dell’intervento.

Si tratta ora di formulare il parere motivato, e poi sarà possibile approvare il progetto e passare agli step successivi. Ci vorranno quindi ancora 5 o 6 mesi per concludere l’iter della Vas, un passaggio importante di verifica tecnica e puntuale della sostenibilità di un progetto che, una volta realizzato, migliorerà sensibilmente la qualità del servizio idrico nell’area nord della provincia di Milano. Il progetto infatti prevede la trivellazione di 4 pozzi e di una centrale di accumulo sul territorio di Cornaredo, individuato già dalla metà degli anni ’80 come “area geologicamente forte”. I piani regionali di risanamento acquedotti (PRRA) individuavano aree di questo tipo a: Pozzuolo Martesana e Trezzo sull’Adda (per il Nord-est); Corbetta e Cornaredo (per il Nord-Ovest); Gaggiano per l’area Sud da Gaggiano a Binasco. A tutt’oggi risulta realizzato e funzionante il campo pozzi di Pozzuolo Martesana, mentre sono in corso i lavori per la costruzione del campo pozzi di Trezzo sull’Adda. Il sistema degli acquedotti a nord, est e ovest di Milano è interessato da tempo da una crisi di qualità delle risorse idropotabili. Per diminuire l’impatto sociale dovuto alle criticità, il Gruppo CAP ha da tempo realizzato una condivisione delle risorse idriche tra diversi comuni, per compensare le carenze in un comune con le disponibilità di un altro comune. La centralizzazione del sistema di approvvigionamento consente infatti di porre in atto tutti gli interventi per la difesa del patrimonio ambientale in termini relativamente economici; di installare, con notevoli economie di scala, tutti i principali accorgimenti tecnici per la disinfezione e il miglioramento della qualità delle acque di falda; di conseguire economie di esercizio grazie a un più razionale utilizzo degli impianti e della risorsa; di ridurre i consumi energetici; di migliorare controllo qualitativo.

Nel caso di Cornaredo, dalla Centrale il tracciato della dorsale è stato pensato per addurre acqua fino alla rete nel Comune di Bollate e poi sfruttare a “staffetta”, con opportuni potenziamenti, l’esistente rete del Sistema Nord Milano fino a raggiungere il Comune di Sesto San Giovanni. Un investimento importante, che avrà un impatto positivo sul territorio e sulla qualità dell’acqua; un intervento nel segno della condivisione delle risorse: si preleva l’acqua dove è migliore e più abbondante per portarla dove ce n’è di meno o di qualità inferiore; un progetto inserito in un ottica di economia di scala: gestire in modo centralizzato diversi acquedotti comunali consente molti vantaggi anche economici.

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