Cormano, il saluto di Cornelli: “Dieci anni sono volati…”

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CORMANO – Di seguito pubblichiamo la versione integrale della relazione di fine mandato del sindaco di Cormano, Roberto Cornelli.

Dieci anni sembrano volati.  Non avevo ancora 30 anni quando sono diventato Sindaco di Cormano per la prima volta e oggi mi ritrovo a fare un bilancio del lavoro svolto non solo da me, ma anche dagli assessori, dai consiglieri comunali e dai dipendenti del Comune, che voglio ringraziare da subito per l’impegno e la passione della maggior parte di loro nel compiere il proprio lavoro quotidiano. Mi piacerebbe ricordare il nome di ciascuno, ma l’elenco sarebbe troppo lungo.

Non solo: se Cormano è più bella, più solidale e più attrattiva lo dobbiamo anche alle molte istituzioni (scuole e forze dell’ordine), associazioni, parrocchie, cooperative, centri sociali, comitati (di genitori, di quartiere) e ai molti cittadini che, insieme all’Amministrazione, sviluppano e gestiscono progetti, fanno sport e cultura, aiutano a migliorare l’ambiente, la sicurezza e la convivenza e accompagnano la crescita dei più piccoli.  Ho sempre messo al centro della mia azione la partecipazione e il mio “Grazie” più forte va proprio a tutti coloro che con spirito di servizio hanno partecipato e hanno dato il loro contributo, piccolo o grande.

In questi dieci anni, malgrado la diminuzione delle entrate e dei trasferimenti di risorse da Stato e Regioni (stimabili in più di 10 milioni di euro) e nonostante l’intensificarsi della crisi economica, molto è stato progettato, molto è stato realizzato ed altri progetti sono in via di ultimazione.

In questi anni abbiamo realizzato nuovi parchi (il Parco dell’Acqua, ma non solo), abbiamo decuplicato le piste ciclabili, abbiamo puntato sul Pedibus, abbiamo migliorato notevolmente le linee degli autobus che raggiungono oggi la MM Comasina, abbiamo costruito aree gioco per bambini in ogni spazio verde della città. E abbiamo posato la prima pietra e poi visto la realizzazione della Caserma dei Carabinieri.

In questi anni abbiamo realizzato strutture sportive (tra cui la piscina, tanto attesa da decenni, sempre piena di persone e utilizzata dalle nostre scuole a prezzi agevolati), abbiamo favorito lo sport anche nelle scuole, abbiamo promosso centri estivi di qualità, abbiamo realizzato centri civici per anziani e non e un nuovo asilo nido.

In questi anni abbiamo ristrutturato molte scuole (manca quella di via Beccaria, in corso di progettazione), abbiamo guardato la città con gli occhi dei più piccoli attraverso il Consiglio Comunale dei Ragazzi, ci siamo inventati un progetto – ilFactory Cormano – per riattivare il Centro di Aggregazione Giovanile senza pesare troppo sulle casse comunali, abbiamo realizzato uno dei luoghi più innovativi della Lombardia e utili per la crescita culturale e umana dei più piccoli, il Bì – La fabbrica del gioco e delle arti. Bì come Biblioteca, come Buratto, come Balocchi. Grazie al Bì stiamo anche lavorando per un progetto interessante per tutta la Lombardia: l’Expo dei bambini.

In questi anni abbiamo ridato valore a molte strade e piazze, sia riqualificandole sia rendendole accoglienti, attraverso iniziative culturali, di aggregazione e per la socialità. L’Ottobre manzoniano è il nostro fiore all’occhiello, che ci rende attrattivi e restituisce l’orgoglio di vivere in un Comune bello e che sa fare cultura di qualità. Ma anche Cormano Altro Volume, i Salotti all’Aperto, i mercatini biologici, il teatro e la musica, le mostre di pittura, le mille iniziative della Pro Loco, la quale sta dando molto a Cormano e per questo l’abbiamo sempre sostenuta.  In questi anni abbiamo cercato, per quanto il Comune possa fare, di non lasciare nessuno solo a gestire gli effetti di una crisi devastante, abbiamo voluto mantenere iservizi alla persona (pur essendo stati tagliati drasticamente i fondi statali e regionali), ci siamo spesi per evitare la chiusura di alcune ditte e società di Cormano, per impedire la perdita di molti posti di lavoro. Abbiamo favorito l’insediamento direaltà produttive che portassero lavoro.

In questi anni abbiamo realizzato progetti importanti di case popolari (per esempio ilSocial City) e a prezzi convenzionati, abbiamo sostenuto i progetti di formazione professionale, ci siamo messi in prima fila come Amministrazione nella promozione e tutela della salute, anche manifestando la nostra contrarietà al progetto di inceneritore di rifiuti speciali a Paderno Dugnano (che infine non si è realizzato), schierandoci contro l’attuale progetto di realizzazione della Rho-Monza e richiedendo controlli e verifiche su attività i cui effetti potrebbero ricadere sul nostro territorio.

Tutto questo, come dimostrano tutti gli atti di contabilità interna e i controlli da parte degli enti esterni, l’abbiamo realizzato mantenendo sempre l’equilibrio di bilancio e rispettando i vincoli di legge relativi alla spesa pubblica e alla capacità d’indebitamento. Per questo siamo stati sempre, come dice la legge, un Comune virtuoso. Virtuoso anche nel contrarre mutui per creare investimenti utili e necessari per la città, trasformandola e aumentando il valore del patrimonio pubblico. Leggere un bilancio significa guardare le entrate e le uscite, i debiti contratti e il valore prodotto. Per questo sono orgoglioso che la mia Amministrazione lascerà a chi verrà un bilancio sano e capace di essere strumento  per realizzare benessere nella città.
Certo c’è ancora molto da fare: una comunità è sempre in movimento, ci sono sempre nuove necessità e nuove sfide, che devono trovare un’Amministrazione attenta e capace di progettare ancora. A volte non siamo riusciti ad arrivare dappertutto e di questo non posso far altro che chiedere scusa, io, in prima persona. Non sempre quello che si vuole si riesce davvero a farlo. Ma se è vero che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, a me sembra che di mare ne abbiamo attraversato davvero molto in questi anni, e di questo sono orgoglioso.

Infine una confidenza e un augurio. Fare il Sindaco mi ha dato tanti grattacapi ma anche moltissime soddisfazioni. Mi ha permesso di comprendere la complessità e la bellezza di avere a che fare tutti i giorni con la vita delle persone. Ho sempre cercato di ricambiare questo dono che i cittadini mi hanno fatto, eleggendomi due volte a loro Sindaco, ascoltando con tutta la sensibilità di cui dispongo le storie, i problemi, i progetti, i desideri e le difficoltà di chiunque volesse parlarmi, per strada, al parco, davanti alla scuola o in ufficio. A partire da questo ascolto abbiamo progettato e realizzato molto.

C’è chi pensa che la politica sia una guerra infinita che si gioca sul discredito degli altri, sulle falsità, sulle piccole furbizie e sul rancore. Spero di aver dimostrato in questi anni che c’è anche un’altra politica: quella che guarda sempre avanti, confiducia, senza attacchi personali, progettando, a volte sbagliando, certo, ma sempre mettendosi in gioco per costruire un po’ più di felicità nelle nostre città.  Già, la felicità: il bene più prezioso che un Sindaco deve tenere a mente quando lavora per la propria città. Un bene che è tanto più grande quanto più ciascuno si prende cura del mondo e di chi lo abita.
Buona vita a tutte e a tutti!

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