Cinisello, cassonetti per la raccolta abiti “clonati”. Chi c’è dietro?

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Cinque cassonetti gialli per la raccolta degli abiti usati “clonati” dall’originale ma non autentici. Li ha scoperti la Polizia locale di Cinisello guidata dall’assessore alla sicurezza, l’ex comandante dei carabinieri Bernardo Aiello nei giorni scorsi. La vicenda inizia con alcune segnalazioni da parte di cittadini che trovavano abiti usati sparsi sui marciapiedi in corrispondenza di alcuni cassonetti. Aiello, vista la situazione, ha convocato il presidente della società Vesti Solidale che gestisce 32 cassonetti per la raccolta abiti usati in città per donarli ai bisognosi. E a quel punto si è scoperto che cinque di quei cassonetti non appartengono alla società. Sembrano uguali ma in realtà non lo sono anche perché non sono “loggati”. Chi c’è dietro? Ovvio che non è semplice scoprirlo, ma intanto la Polizia locale ha provveduto a rimuoverli in attesa che i falsificatori vengano smascherati. Ovvio che il loro intento è quello di raccogliere abiti che vengono poi venduti ai mercatini dell’usato. Alcuni anni fa episodi simili avevano condotto ad un’inchiesta che portò addirittura alla camorra.

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