Chirurgica o FFP2: quale mascherina scegliere e perché

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Le mascherine sono un dispositivo di sicurezza e protezione con cui stiamo facendo i conti ormai da più di un anno e che sicuramente ci terrà in compagnia ancora per parecchio. Col tempo abbiamo imparato anche a familiarizzare con i diversi modelli di mascherine e con gli altri dispositivi di sicurezza come i prodotti di MaskHaze. Indipendentemente da questo è però importante, e sicuramente utile, ricordare alcuni dei modelli di mascherine e soprattutto come usarle correttamente. Ecco alcune indicazioni davvero importanti.

Le diverse tipologie di mascherine: quali sono

Indossare le mascherine fa sì che si formi una sorta di barriera tra le persone. Il loro uso è indicato dunque in tutti quei casi in cui non si possono mantenere le distanze o in tutte quelle circostanze in cui questo è quasi materialmente possibile, come nei contatti tra medici od operatori sanitari e i relativi pazienti.

Allo stesso modo, è bene utilizzarle per evitare la trasmissione del virus attraverso colpi di tosse, starnuti o comunque le goccioline di saliva. Il principale mezzo di trasmissione di malattie e virus, come il COVID-19, è dato proprio dalle goccioline di saliva infette che possono venire a contatto inavvertitamente con le vie respiratorie. È questo il motivo per cui le mascherine vanno indossate scrupolosamente.

Le mascherine si dividono in due categorie:

  • le chirurgiche hanno la funzione di proteggere il paziente dalla potenziale contaminazione da parte degli operatori sanitari in sala operatoria, esempio classico quello dei medici, degli infermieri o dentisti;
  • le FFP1, FFP2 e FFP3, modelli pensati per la protezione dalla contaminazione esterna, motivo per cui sono anche conosciuti come dispositivi di protezione individuale.

Quale livello di protezione garantiscono? Come vanno utilizzate? Quante volte si possono utilizzare? Approfondiamo!

Mascherine chirurgiche: caratteristiche e funzioni

Le mascherine chirurgiche sono caratterizzate dalla presenza di almeno due o tre strati di tessuto non tessuto di fibre di poliestere o polipropilene. Nello specifico poi, la parte esterna di questa tipologia di mascherina e realizzato con un materiale specifico che il più delle volte ha caratteristiche idrofobe. Lo strato intermedio vede la presenza di microfibre con specifica funzione filtrante. Nei modelli caratterizzati dalla presenza del terzo strato, questo è quello che è posto più a contatto con il volto e ha la funzione proteggere la pelle dallo strato filtrante.

Di conseguenza queste mascherine hanno una capacità filtrante quasi totale verso l’esterno, ma hanno una ridotta capacità di filtrare dall’esterno verso chi le indossa. Questo è dovuto al fatto che non aderiscono completamente al volto di chi le porta. Per questo motivo è bene precisare che le mascherine chirurgiche sono efficaci, se ben indossate, per impedire a chi le indossa di contagiare altre persone, ma non sono garanzia di protezione nei confronti dei virus potenzialmente provenienti dall’esterno.

Dispositivi FFP1, FFP2 e FFP3: differenze e funzionalità

Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 sono appositamente pensate per usi industriali e più specifici. La loro funzione specifica, infatti, è quella di proteggere da fumi e polveri nonché all’uso sanitario nei reparti di malattie infettive. Questi dispositivi sono caratterizzati dalla presenza di un materiale specifico con un’elevata capacità di filtraggio dell’aria. Nello specifico c’è uno strato esterno che protegge dalle particelle di dimensioni più grandi, lo strato intermedio filtra le particelle più piccole, mentre quello interno posto a contatto con il viso mantiene la forma della mascherina e soprattutto protegge la maschera dall’umidità che si forma a causa del respiro, colpi di tosse o eventuali starnuti.

Questi tre modelli, a differenza delle chirurgiche, garantiscono una perfetta aderenza al viso di chi le indossa e sono disponibile nelle versioni con o senza valvola.

Valvola nelle mascherine: sì o no?

I modelli FFP con apposita valvola consentono sì di proteggere chi le indossa, ma non gli altri, proprio perché la valvola fa uscire il respiro e di conseguenza tutto ciò che può essere presente all’interno delle mascherine. In uscita, dunque, le FFP filtrano circa il 20% e per questo motivo non dovrebbero essere usate dalla popolazione al di fuori degli ospedali in quanto le persone infette potrebbero trasmettere virus, batteri e quindi la malattia ad altre persone.

Le FFP senza valvola, invece, hanno elevata capacità di protezione poiché proteggono sia chi le indossa sia gli altri. Nelle FFP1 la capacità filtrante dall’esterno verso chi le indossa e viceversa è pari al 72%, nelle FFP2 la capacità filtrante in entrambi i casi e del 92%, mentre nelle FFP3 la capacità filtrante è del 98%. È chiaro, dunque, che le FFP3 sono quel tipo di modello che garantisce una protezione pressoché totale, ma può essere difficile indossarle a lungo perché l’aria espirata si accumula inevitabilmente all’interno della maschera stessa e col passare del tempo la respirazione diventa più faticosa.

Modalità e suggerimenti per l’utilizzo corretto delle mascherine

Chiariti i modelli presenti sul mercato è importante ora chiarire le modalità di uso corrette per non rendere del tutto inutile la loro presenza. Le mascherine chirurgiche sono monouso e ad oggi non vi sono indicazioni scientificamente provate circa una loro possibile disinfezione. I prodotti di disinfezione, infatti, potrebbero danneggiare il tessuto di cui è costituita la mascherina riducendo drasticamente la loro efficacia. È sconsigliato il riutilizzo delle mascherine chirurgiche, ma nel caso in cui non fosse possibile fare altrimenti è bene lasciarle all’aria aperta almeno 12 ore prima del riutilizzo e si raccomanda di fare attenzione a non toccare la parte interna.

I dispositivi FFP1, FFP2 e FFP3, invece, possono essere riutilizzati solo se non usurati in modo eccessivo. Per questi modelli sono possibili alcuni trattamenti di rigenerazione, ma anche in tal caso non vi è approvazione scientifica. È possibile spruzzarle con appositi disinfettanti spray, ma anche in questo non è stata accertata la validità del trattamento.

L’utilizzo corretto delle mascherine, insieme agli altri comportamenti indicati, come il distanziamento e l’igienizzazione delle mani è importante per far sì che il livello di protezione sia buono. La sola mascherina, infatti, non è una bacchetta magica che da sola protegge dal contagio!

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