Chiesta l'archiviazione per i killer di Amri: il sindaco di Sesto soddisfatto

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Fu “evidente” condizione di legittima difesa quella dei due poliziotti sestesi che la notte del 23 dicembre 2016 uccisero Anis Amri, poi riconosciuto come l’attentatore ai mercatini di Natale di Berlino. Per la Procura di Monza che aveva sempre tenuto aperto un fascicolo a modello 45, ovvero per atti senza reato, dunque i poliziotti si difesero dopo la sua violenta reazione. Naturalmente dopo il fatto e il plauso delle autorità italiane scattarono le consuete polemiche e i due agenti furono addirittura momentaneamente trasferiti altrove. Oggi la questione è chiusa anche se resta quella della fattura ricevuta dal Comune di Sesto di 2 mila 160 euro, per le spese di custodia della salma del terrorista che oggi è in Tunisia. Il sindaco Roberto Di Stefano aveva parlato di “follia”. “Sono esterrefatto, quella che per oltre sei mesi era un’ipotesi assurda e irrealizzabile in Italia è incredibilmente diventata realtà. Dico subito che mi opporrò con ogni mezzo a questa vergognosa e offensiva richiesta e che i soldi dei miei cittadini mai saranno utilizzati per far fronte a questa richiesta». E anche l’archiviazione dell’inchiesta è stata giudicata dal primo cittadino come giusta e opportuna.

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