CHI VUOLE IL QUARTO BINARIO

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Dopo la conferma, da parte del Consiglio di Stato, della sentenza del Tar Lombardia che qualche mese fa ha bloccato il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Parabiago, 3 dei 6 Sindaci dei Comuni interessati hanno inviato una lettera all’Assessore regionale alle Infrastrutture Andrea Gilardoni per esprimere preoccupazione. Comuni amministrati dal centro destra (Pogliano e Parabiago) e dal centro sinistra (Nerviano), unitamente a diversi Consiglieri degli altri Comuni (in primis di Vanzago), temono infatti che con la sentenza del Consiglio di Stato si possa rinunciare definitivamente al quadruplicamento della linea ferroviaria. Per Sindaci e Consiglieri Comunali “tale opera è di interesse strategico per la razionalizzazione del trasporto alternativo a quello su gomma in tutto il quadrante Nord Ovest della Regione. I benefici ambientali su tutto l’asse del Sempione sarebbero immediatamente evidenti”, con una notevole riduzione dell’inquinamento per il traffico di mezzi pesanti e di autovetture. Ruggiero Lombardi, Capogruppo di “Vanzago sei Tu” riassume il pensiero di tutti i rappresentanti istituzionali firmatari della lettera: “per i numerosissimi cittadinipendolari, poter avere un servizio metropolitano con un treno ogni 15 minuti invece che ogni 30 minuti significherebbe una migliore qualità della vita.Mediamente verrebbero risparmiate 100 ore all’anno sui percorsi casa-lavoro. Tutto questo prescinde dall’Expo, ma ha a che fare con la vita di tutti i giorni”. “Già oggi – sottolineano i rappresentanti delle Istituzioni locali – la linea ferroviaria taglia in due le nostre città e prima o poi verranno comunque installate le barriere anti rumore che hanno giustamente sollevato tante polemiche. Quadruplicare la ferrovia significa renderla più utile per tutti i cittadini di questa parte della Regione, ma anche diminuire gli effetti negativi che oggi deve sopportare chi ci vive a ridosso”. Per tutte le ragioni sopra esposte i firmatari della lettera richiedono all’Amministrazione Regionale “di farsi carico di sanare gli eventuali vizi formali che hanno indotto il Tar ad annullare la delibera di avvio dei lavori ed a riconvocare urgentemente il tavolo tecnico con tutti gli interessati al fine di riconfermare la validità del progetto approvato di ampliamento della linea ferroviaria Rho-Gallarate e la volontà politica di dare corso alla sua realizzazione come da progetto esecutivo approvato”. La lettera è servita a confermare le intenzioni già espresse dall’Assessore regionale e a far vedere come sul territorio non ci sono solo le voci di chi è contrario. Intenzioni che si possono sintetizzare con il rinnovare e intensificare la collaborazione tra Regione Lombardia e il gruppo Fs, per individuare le soluzioni che consentano di realizzare il potenziamento della tratta ferroviaria Rho-Gallarate, il cui progetto definitivo è stato bloccato dal Consiglio di Stato. “Una soluzione va trovata – spiega l’Assessore regionale alle Infrastrutture, Gilardoni (nella foto) -, perché il potenziamento è assolutamente necessario per garantire gli standard qualitativi e di frequenza delle linee suburbane già attive sulle altre direttrici e per lo spostamento del traffico pendolare da gomma a ferro. Per questo chie- do alle Ferrovie dello Stato un rinnovato impegno per la realizzazione di questa infrastruttura, così come fa gran parte del territorio. Regione Lombardia continuerà a vigilare, affinché non si verifichino inerzie procedurali e si avanzi il più rapidamente possibile. Questa sentenza – afferma Gilardoni – rischia di farci perdere non solo 400 milioni di euro per il potenziamento della rete ferroviaria (di cui circa 110 a vantaggio dei territori interessati), ma anche tempo prezioso per la realizzazione dell’intera tratta con tutte le opere di compensazione e mitigazioni previste dal progetto definitivo concordate nei minimi dettagli con le Amministrazioni locali a partire dal 2009”. La delibera del Cipe prevedeva numerose opere compensative e di mitigazione dell’impatto territoriale tra cui la variante di tracciato ferroviario tra Pregnana e Vanzago, la realizzazione della stazione di Nerviano e di parcheggi di interscambio, e un importante potenziamento della rete ciclopedonale di collegamento con le stazioni ferroviarie. Certo è che nessuno si aspettava che il progetto del potenziamento della Rho-Gallarate (4 binario) finisse in questo modo. Delusi e soddisfatti reagiscono a questo nuovo scenario. Sindaci, Ammini- stratori, ma soprattutto tanti cittadini si sono dati appuntamento virtuale sul web per commentare. Chi esulta per un progetto non condiviso fa i complimenti al ‘Comitato Rho-Parabiago’ perchè ha “tenacemente contrastato un’opera che Regione Lombardia e RFI volevano realizzare”. Questo, secondo alcuni, “senza dare ascolto ai territori”, mentre il Comitato ha il merito di avere contestato “la palese violazione delle procedure” e avere bloccato “Un progetto devastante”. Tra le tante opinioni di segno opposto, abbiamo scelto quella del Sindaco di Parabiago, Franco Borghi, che ha inviato una lettera al nostro giornale e che non risparmia critiche verso i Sindaci che hanno esultato. Di seguito il testo della lettera. “Mi ha colpito la missiva che una lettrice ha inviato, nei giorni scorsi, a una testata locale online. Mi ha colpito perché da quelle parole ho compreso che la visione miope della realtà e l’incapacità di guardare con lungimiranza al futuro, sono mali che, fortunatamente, non colpiscono proprio tutti. Anch’io, come l’autrice della lettera, ho provato tristezza e delusione, di fronte a tanta esultanza nei confronti della decisione assunta dal Consiglio di Stato di rigettare il ricorso e confermare la decisione del Tar Regione Lombardia. Delusione che aumenta quando penso che nel gruppo di chi esulta ci sono anche amministratori locali che, per il ruolo che ricoprono, dovrebbero invece avere una visione nitida dei problemi reali e delle strade da imboccare per giungere alla loro soluzione. Che un Sindaco poi, dichiari ai giornalisti di essere molto soddisfatto di come si è risolta la questione e si complimenti con il comitato che ha sempre osteggiato il progetto di potenziamento della trattaferroviaria Rho-Gallarate, mi lascia semplicemente senza parole, oltre che molto imbarazzato. Mi chiedo come si faccia a non capire, come invece sembrano aver fatto gli amministratori delle altre città interessate tramite articoli pubblicati su vari organi di stampa, che questa sentenza da un lato ha fatto perdere all’Alto Milanese la grande occasione che gli era stata regalata con Expo, e dall’altro ha lasciato irrisolta l’annosa questione della mobilità che, sul nostro territorio, si sta facendo sempre più complessa. Non si possono continuare a ignorare i disservizi e i disagi con cui sono costretti a rapportarsi, ogni giorno, i pendolari. Si parla tanto di mobilità sostenibile, ma poi nel concreto si guarda al proprio orticello e si esulta di fronte alla bocciatura di un’opera che avrebbe davvero potuto cambiare in meglio la vita dei pendolari. E non solo, se si pensa che la realizzazione della stessa avrebbe qualificato il nostro territorio, fornito un significativo impulso all’occupazione tramite le imprese locali e incentivato l’indotto economico degli alberghi e delle attività commerciali. Non sono poi così convinto che il collega Sindaco esultante, in cuor suo e lontano da giornali e comitati, da amministratore esperto qual è, sia poi così felice come sembra per il risultato ottenuto (… da altri ). Se era così convinto di dover osteggiare ad ogni costo il progetto perché non è stato attore lui, come Sindaco ed Amministratore, del ricorso al Tar, rischiando si la faccia, ma facendo “risparmiare” ai suoi concittadini l’onerosità delle spese legali. Invece il suo comportamento nelle sedi Istituzio- nali è stato di tutt’altro tenore come dimostrano i verbali delle riunioni svolte sia in RFI che in Regione Lombardia. Alla luce di tutto ciò mi sembra di poter affermare senza tema di smentite che il danno creato è certo superiore a quello che il progetto del quarto binario avrebbe prodotto. Mi auguro perciò che la nuova Giunta che uscirà dalle prossime elezioni possa riprendere il bandolo della intricata matassa con una soluzione che possa porre fine ai disservizi patiti ogni giorno dai nostri pendolari, magari con la ripresa di un progetto “tecnicamen- te inattaccabile”.

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