Casello di Agrate, il M5S chiede di eliminarlo. È polemica

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Casello di Agrate. Un vero strazio per tutti i brianzoli che si recano a Milano e che, spesso, sono costretti a deviare il percorso per risparmiare i 2 euro del pedaggio provocando ulteriori code in tangenziale e sulle strade limitrofe. Il Presidente della Regione Fontana a dire il vero a gennaio scorso aveva promesso di eliminarlo. In occasione del bilancio dunque è il Per ovviare al problema ilMovimento Cinque Stelle a ricordarglielo presentando un ordine del giorno. «Caro Fontana, mandiamo in pensione il casello di Agrate o ti rimangi la promessa che hai fatto ai cittadini in campagna elettorale? Con l’assestamento di bilancio abbiamo l’opportunità di eliminare il casello di Agrate che complica la vita a tanti cittadini dal 1975. Il Movimento 5 Stelle presa infatti un ordine del giorno che chiede a Regione Lombardia di dare le opportune indicazioni a Serravalle Spa per ridurre il proprio utile a vantaggio della rimozione del casello. Mi auguro che la proposta riceva un ampio sostengo da parte della Maggioranza»  La Lega Nord a sua volta risponde: «Il problema della barriera di Agrate è sul tavolo della Giunta Regionale e del Presidente Fontana da tempo e non ci siamo certo dimenticati di quanto detto in campagna elettorale. La questione va però affrontata in maniera seria e non come sta facendo strumentalmente il Movimento 5 Stelle per avere qualche titolo sui giornali”.  Così il consigliere regionale della Lega, Alessandro Corbetta, replica alle affermazioni dei rappresentanti regionali del M5S in merito al casello di Agrate. “Prima di poter imbastire un discorso strutturato sull’eliminazione del casello – prosegue Corbetta – o sulla previsione di sconti ai pendolari occorre attendere la liquidazione di Asam e il rinnovo del consiglio di amministrazione di Milano Serravalle (previsto nella giornata di oggi), la società che gestisce la Tangenziale Est”.“A seguito di ciò – conclude Corbetta – la Giunta Regionale si siederà al tavolo con i vertici della società in modo da trovare gli strumenti idonei per superare questo assurdo balzello che pesa sulle tasche di molti lavoratori del vimercatese e del lecchese per ben 4 euro al giorno, circa 1200 euro l’anno, oltre che mandare in tilt il traffico soprattutto nelle ore di punta”.

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