Candy, ripresa la protesta dei lavoratori

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Hanno bloccato i cancelli per due ore nella mattina dell’11 luglio. Una protesta non tanto morbida quella dei lavoratori dello stabilimento Candy di Brugherio dopo che, lo scorso 7 luglio, al Ministero dell’Economia l’amministratore delegato Beppe Fumagalli ha confermato i 300 esuberi di cui si parla da parecchio tempo. Il punto è quello temuto da sempre da operai e sindacati Fiom e Cisl che hanno organizzato lo sciopero insieme all’Rsu della fabbrica: la produzione extra dell’azienda storica di lavatrici ed elettrodomestici verrà realizzata negli stabilimenti di Russia, Cina e Turchia e non in Italia. Il tutto a fronte di un fatturato per il 2015 pari a 952.3 milioni di euro, in crescita rispetto al 2014 del +12,4 per cento. In aumento è anche la quota di mercato, che segna un più 1,1 per cento nel grande elettrodomestico in Europa. Inoltre stando all’azienda tutte le tre divisioni (lavaggio, built in e piccolo elettrodomestico) hanno un segno più a due cifre e in previsione ci sono quasi 20 milioni di investimenti su ricerca e sviluppo. «E’ inaccettabile che, nonostante ci siano risultati più che positivi su vendite e fatturato, nello stabilimento di Brugherio rimangano ancora sul tavolo circa 300 esuberi – ha affermato Paolo Mancini, delegato Candy della Fiom CGIL Monza e Brianza – Occorre riportare volumi produttivi nel nostro stabilimento da subito, per azzerare gli esuberi e per venire in contro ai bisogni di noi lavoratori, che da due anni vediamo uno stipendio più che dimezzato”. Oltre a bloccare i cancelli d’ingresso dell’azienda, i lavoratori hanno anche bloccato la vicina rotonda per circa mezz’ora e sono intervenuti i carabinieri per il traffico bloccato. A settembre riprenderà il confronto tra sindacati e direzione di Candy per chiedere che la Direzione aziendale pensi ad un piano indiustriale che prevede produzioni italiane.

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