Campo profughi di Bresso, video shock del degrado

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Bagni sporchi ai limiti della decenza, materassi ovunque, ristagni d’acqua pericolosi, spreco di cibo e sovraffollamento. Una situazione di degrado al collasso quella documentata in un video shock diffuso da People Before Borders, pubblicate sul sito  www.bressoamisuradi.it, (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO). L’organizzazione infatti ha chiesto ancora una volta alle istituzioni e alla Preferttura di prendersi in carico questa situazione grave e di studiare nuove soluzioni. Ricordiamo che  già lo scorso 24 agosto, i richiedenti asilo ospitati dal Centro polifunzionale di Bresso, scendevano in strada per denunciare l’inadeguatezza della struttura e la mancanza di informazioni sulle procedure legali per l’ottenimento dello status di rifugiato. A seguito di quella protesta, la Prefettura promise che per l’inverno le tende sarebbero state sostituite dai container e che nel giro di poco tempo tutti i richiedenti asilo avrebbero avuto la convocazione davanti alla Commissione che deve decidere l’accoglimento o meno della loro richiesta. Eppure, a due mesi dalla protesta, se le convocazioni in commissione incominciano ad arrivare, ancora nulla è stato fatto sul fronte della struttura e della qualità della vita all’interno del centro. Si tratta di una situazione insostenibile soprattutto alla luce del imminente inverno che, con le sue temperature rigide, rischia di mettere a dura prova le condizioni di salute degli ospiti che vivono nella struttura da troppi mesi. Da parte loro il sindaco Ugo Vecchiarelli e la sinistra bressese si sono battute per avere un aiuto dalla Prefettura. «Come forza politica del territorio non possiamo voltare lo sguardo facendo finta che tutto ciò non ci riguardi. I cittadini e le istituzioni bressesi meritano delle risposte immediate – scrive la sinistra bressese in un comunicato –  Si tratta, infatti, di una questione che oltre a toccare nel profondo la sfera del rispetto dei diritti umani, offrendo condizioni di accoglienza degradanti della persona, coinvolge quella dello spreco di risorse pubbliche fino ad arrivare alla questione dell’ordine pubblico. È, infatti, ovvio che se i richiedenti asilo decidessero legittimamente di far sentire nuovamente la propria voce, la questione avrebbe inevitabili ricadute anche sulla cittadinanza».

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