Brugherio, scomparso Luciano Modigliani

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La Sezione ANPI di Brugherio ha comunicato la scomparsa di Luciano Modigliani, cittadino benemerito della Città di Brugherio e impegnato nelle scuole come ex deportato in un campo di lavoro durante la dittatura nazista. Nato a Siena il 19 Febbraio 1929, ultimo di dieci fratelli, nel 1939 si trasferisce a Milano, dove il padre, commerciante, spera di trovare un lavoro migliore. Arrestato durante la guerra nel 1944, a 15 anni in un rastrellamento nazifascista, avendo un capitano della Muti riconosciuto il padre come antifascista, viene portato a S. Vittore dove subisce pestaggi e torture. Destinato a Flossenburg viene portato a Bolzano, poiché la linea del Brennero è stata bombardata dagli alleati, impedendo i trasferimenti. Il campo di Bolzano è diventato negli ultimi mesi di guerra un vero e proprio campo di sterminio, dove Modigliani conosce la durezza del lavoro coatto e delle punizioni inflitte ai deportati. Nel Campo di Bolzano non ci sono camere a gas, ma i prigionieri vengono uccisi con le fucilazioni e le impiccagioni. Nonostante le condizioni di vita e di lavoro “impossibili”, in Modigliani non viene meno la speranza di uscire da questo inferno. Ci sono nel campo dei politici preparati che aiutano i deportati a resistere. Tra di loro ci sono medici, architetti, operai specializzati, fresatori, tornitori, attrezzisti, falegnami, calzolai, sarti, contadini. Luciano Modigliani, pur giovanissimo, si ritrova all’interno dei collegamenti tra Resistenza organizzata del campo e Resistenza esterna del Comitato di Liberazione di Bolzano. Diversi tentativi di evasione e di fuga riescono grazie a questa rete. Alla fine di Aprile 1945 termina la guerra e gli americani liberano il campo di Bolzano. Al momento della liberazione Modigliani è praticamente uno scheletro: è passato da 59 a 28 Kg. di peso. Prima di rientrare a casa, passa un periodo di convalescenza per riprendere le energie e tornare alla vita normale. Per molti anni rimane in silenzio pensando di non essere creduto. Poi si convince finalmente a testimoniare. Durante gli ultimi vent’anni è intervenuto nelle Scuole di ogni ordine e grado per raccontare ai giovani la sua terribile esperienza e sottolineare quanto siano preziosi i beni della pace, della democrazia, della libertà e della convivenza civile.

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