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Brianzapride, la rete risponde al sindaco di Monza

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“Rete Brianza Pride apprende con stupore, dopo mesi di silenzio da parte del Sindaco Allevi, di essere entrata nei pensieri del primo cittadino, il quale ha deciso di non voler patrocinare il Brianza Pride, neppure in modo non oneroso – ricordiamo, infatti, che Rete Brianza Pride è completamente autofinanziata -, giustificando l’accaduto con la bugia di un confronto che non ha mai cercato. Ne è prova il fatto che il Brianza Pride è stato l’ultimo, in Italia, ad aver ottenuto una data.
Leggiamo ciò sulle testate locali e nella diretta streaming del Consiglio Comunale, non essendo stati invitati alla conferenza stampa che tuttavia ci riguardava.
Rispondiamo così alle falsità del Sindaco:
Il 6 luglio è il primo giorno di saldi e gli organizzatori del Pride avrebbero evitato il dialogo con l’Amministrazione decidendo comunque di passare dal centro: FALSO! Abbiamo deciso di modificare in parte il percorso precedentemente concordato con la Questura, come da normale procedura, proprio per venire incontro alle richieste che ci sono state fatte ma non rinunciando alla parte di sfilata in via Italia. Non c’è mai stato un tavolo a tre tra noi, la questura e l’amministrazione. Riscontriamo anche, dopo le adesioni di varie realtà sul territorio, il supporto da parte di vari piccoli commercianti della città.
– Non ci sarebbe stata nessuna strumentalizzazione nel non concedere il patrocinio da parte dell’Amministrazione: FALSO! E’ il Sindaco, in Consiglio Comunale e in conferenza stampa, che sta facendo di tutto per ostacolare la festosa e colorata riuscita di questa giornata, insinuando che non sarebbe stata una manifestazione pacifica. Noi difenderemo sempre i diritti con la “resistenza civile e non violenta” (dal punto ‘Solidarietà’ del nostro manifesto). Le consigliamo quindi di leggere attentamente il nostro sito, il nostro manifesto e il nostro decalogo.
– Le adesioni sarebbero solo da una parte politica, non chiedendo a tutti l’adesione: FALSO! Le nostre assemblee, specialmente quelle per partiti e associazioni, sono state sempre pubbliche e aperte a tutti. Chiunque poteva venire ed esprimere le sue perplessità o adesione aiutandoci a costruire insieme il Pride, ciononostante questo non è stato fatto. Le adesioni che abbiamo raccolto spaziano attraverso un’estesa diversità di partiti, associazioni e gruppi vari fra loro.
– Il Pride sarebbe un atto politico: VERO! Credere nell’eguaglianza è un atto politico. La giunta di Monza ha deciso politicamente di non crederci. Se tu ci credi, scendi in piazza con noi.
Il Sindaco troverà sempre la porta aperta per un civile confronto per abbattere stereotipi e pregiudizi, non solo sulla comunità LGBT+ brianzola, ma anche sulle “certezze inconfutabili” che ha esposto.
All’unanimità Rete Brianza Pride ha deciso di omaggiare il Sindaco Allevi di un mazzo di fiori, augurandogli una vita gaia quanto la nostra.
Aspettiamo tutta la cittadinanza brianzola. #vienicomesei.

Rete Brianza Pride”

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