Brianza, lavoro in ripresa, ma con flessibilità

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Un bilancio occupazionale positivo, ma con alcuni indici da monitorare con attenzione. Questi i dati emersi dall’ analisi delle principali fonti amministrative a disposizione da parte dei ricercatori del Gruppo Clas Spa, su indicazione della Provincia MB e di Afol Monza e Brianza. La crescita degli occupati nel medio-lungo periodo 2010-2016 fa segnare un +4,4% con una leggera flessione, però, nell’ultimo anno, pari al -0,5%; diminuiscono di 6.300 unità, inoltre, le persone in cerca di lavoro nel corso del 2016 (-17,5%), ma i disoccupati sono ancora superiori a quelli del 2010, quasi il 23% in più. Tornano a crescere, inoltre, le assunzioni “flessibili” a scapito di quelle “stabili” a tempo indeterminato e – seppur in termini ridotti – nel 2016 è di nuovo negativo il saldo tra entrate ed uscite registrato dai sistemi di analisi delle comunicazioni obbligatorie.
Tra i tanti dati offerti al rapporto spicca il dato sull’occupazione femminile che torna ai livelli pre-crisi, + 2,5% rispetto al 2015, un quadro occupazionale decisamente migliorato rispetto al 2010.
Anche l’imprenditoria nel suo complesso ha visto un segnale positivo, + 0,6% nel corso del 2016, determinando una crescita anche dei posti di lavoro nelle imprese operanti sul territorio stimati nell’ordine dello 0,5% – 1,0%. Inoltre il tasso di natalità delle imprese, pur in progressiva riduzione, si mantiene comunque al di sopra del corrispondente tasso di mortalità.
Completano il quadro delle indicazioni positive, gli elevati livelli di qualificazione dei lavoratori, i flussi non marginali di neolaureati, un sistema di istruzione e formazione professionale di prim’ordine e il buon esito di alcuni interventi a sostegno dell’occupazione giovanile.
Di contro, i dati che riguardano il rapporto tra gli avviamenti e le cessazioni dei contratti di lavoro tornano, seppur in misura limitata, a registrare un valore negativo, dopo la performance osservata nel 2015.
Segno negativo anche per quanto riguarda lo scenario relativo al sistema giovanile: – 10% nel 2016 rispetto all’anno precedente. “La Brianza, storica terra del lavoro e del made in Italy, pare avere complessivamente retto l’urto della crisi – spiega il Presidente della Provincia MB, Gigi Ponti – confermando la capacità intrinseca di ripresa, con un bilancio occupazionale in positivo. Spicca, in questo contesto, il +2,5% dell’imprenditoria femminile che certamente fa ben sperare. Lo stesso, purtroppo, non si può dire per la popolazione giovanile, che sta ancora pagando forte il prezzo della crisi con una quota elevata di NEET, giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.
Meritano una riflessione – continua Ponti – le analisi che esplorano le cause più profonde di questi fenomeni, anche con l’obiettivo di orientare le azioni future delle Istituzioni per sostenere i punti di forza del nostro sistema economico e produttivo”. La “mobilità occupazionale”. Sono 35.000 le persone residenti altrove che vengono a lavorare in Brianza e 86.000 le persone residenti in Brianza che si spostano in altre province per lavorare, in particolare a Milano e nel suo hinterland; un interscambio e una mobilità territoriale di lunga tradizione, che rafforza i legami tra i due sistemi territoriali. Le imprese brianzole rappresentano un fattore di attrattività per molti lavoratori residenti a Lecco e provincia, mentre il “bilancio” del fattore lavoro con altre lombarde non segnala significativi squilibri.
Cresce il numero di operatori pubblici e privati che erogano servizi al lavoro sul territorio. All’inizio del 2017 risultano presenti sul territorio della provincia di Monza e Brianza 85 soggetti accreditati (il 12% del totale regionale). Nella provincia oltre i due terzi dei soggetti (68%) è accreditato per fornire servizi al lavoro, o in via esclusiva oppure insieme a servizi formativi, rispetto alla media regionale che si assesta intorno al 30%.
“In questo panorama – aggiunge Lorenzo Sala, amministratore unico di Afol – riteniamo di fondamentale importanza un approccio all’analisi dei fenomeni attraverso l’utilizzo di una pluralità di fonti e di modelli di analisi complementari che ne riconosca e ne valorizzi la complessità. Per rispondere al meglio alle esigenze dei lavoratori e delle imprese – continua Sala – la conoscenza approfondita del mercato locale è la premessa per orientare al meglio le politiche di sviluppo territoriale e per un’efficace programmazione delle politiche attive del lavoro, che da anni vedono impegnata AFOL Monza e Brianza nell’utilizzo integrato di strumenti e risorse disponibili per garantire il più ampio supporto necessario ad affrontare i difficili momenti di transizione”.

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