Bresso, la Lega attacca il sindaco per via XXV aprile

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A dicembre era stata bocciata, dai cittadini Bressesi, la nuova viabilità in via XXV Aprile. I problemi non mancavano; lunghe code di automobili ferme al semaforo e l’assenza di parcheggi riservati alle persone disabili. A distanza di quasi quattro mesi il caos viabilistico non accenna a risolversi e il Capogruppo della Lega Nord, Adriano Radaelli, denuncia che “i problemi cominciano con le giunte di sinistra che hanno preceduto l’attuale giunta Vecchiarelli. Si può ricondurre, prosegue Radaelli, ad una concezione di viabilità di tipo demagogico o fortemente ideologizzata. Tutto è concepito in funzione del Parco Nord. Per carità, lunga vita al Parco che, come Lega Nord, abbiamo difeso in prima persona dagli attacchi speculativi che lo volevano trasformare in hub elicotteristico 4-5 anni fa. Ma non è possibile condizionare le scelte di 27mila Bressesi unicamente per il fatto che siamo la città del Parco Nord. Già l’aver trasformato via Clerici in una grande pista fu un errore, errore ripetuto nel tratto attorno alla rotonda Raponi, pericolosa e di difficile inquadramento”. Radaelli allarga l’analisi anche alle valutazioni operate dal Comune di Milano “alle scelte dalle amministrazioni Bressesi, in ossequio al parco, si aggiunsero analoghe scelte operate dal Comune di Milano sulla via Giuditta Pasta e sulla via Regno Italico dove fu data precedenza alla costruzione di piste ciclabili”. Ma per Radaelli, la maggiore colpa della situazione è da imputare alla giunta Vecchiarelli “rispetto alle precedenti, quest’ultima giunta, si caratterizza per originali peculiarità. Innanzitutto realizza pezzi di pista ciclabile in buona parte sui marciapiedi, quindi a scapito e danno dei pedoni. Spesso i singoli tratti terminano a fondo cieco o direttamente contro muri, sono fatti con un materiale che diviene scivoloso quando bagnato e che, nel volgere di qualche mese, presentano crepe e scollamenti. Il tutto è costato al contribuente di Bresso, afflitto dalla più alta tassazione dell’hinterland, qualcosa come 30mila euro. L’abilità dell’amministrazione, prosegue Radaelli, si è concretizzata con la realizzazione della rotonda di via Corridoni angolo via Bologna in un luogo che, non essendo un reale incrocio ma solo l’immissione di una strada laterale, non presentava particolari problemi di traffico e, laddove esistenti, erano gestiti da un semaforo con svolta a destra. Per l’Amministrazione il semaforo non andava più bene; è stata concepita una rotonda sormontabile, grazioso termine per indicare che, data la difficoltà per i mezzi pesanti come autobus o autotreni di compiere la rotatoria, questi possono tranquillamente passarci sopra. A seguito di una mia interpellanza in Consiglio Comunale è stato risposto che, il contribuente Bressese, non pagherà nulla per la suddetta, in quanto i costi sono a totale carico della ditta che sta costruendo il palazzo in via Corridoni”. Per ritornare alla situazione di via XXV Aprile, Radaelli conclude “questa è una via fino a poco tempo fa tranquilla che però ha la sventura di raggiungere il Parco Nord. La realizzazione di una pista ciclabile a doppio senso di marcia, stavolta a scapito delle corsie per le auto, è una cosa assurda. Code e parcheggi avventurosi la fanno da padrone. A breve, infine, partiranno i lavori per la metrotranvia che ricollegherà Bresso a Desio e Carate, un progetto superato dai tempi e da altre priorità, che i Bressesi speravano di non vedere mai realizzato in quanto sono già sufficienti le metropolitane ad est ed ovest della città quasi però irraggiungibili coi mezzi pubblici. Saranno immancabili i disagi per i cantieri aperti, sarà un problema transitare sul territorio comunale per i prossimi tre anni, sarà un problema parcheggiare le auto anche se verrà predisposta la sosta oraria sulle vie limitrofe. La città sarà tagliata in due, le residue attività commerciali fatalmente scompariranno e non è detto che la rete fognaria venga realizzata. Questa la dura realtà con un ennesimo contributo economico supplementare per i cittadini Bressesi”.

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