Bocce paraolimpiche e bocciodromo, polemica a Sesto

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Bocce paraolimpiche e necessità di ripensare al bocciodromo. Due argomenti che a Sesto in questi giorni vanno per la maggiore e che non sembrerebbero assolutamente l’uno contro l’altro armati. Invece hanno animato una piccata polemica a suon di comunicati stampa tra Antonio Nitto, presidente della Polisportiva Geas e del neonato Comitato Popolare e l’amministrazione comunale. Tutto inizia con una dichiarazione di quest’ultimo nella riunione del Comitato: «Ben vengano i corsi gratuiti di boccia paralimpica nella palestra della scuola XXV Aprile, sperando che questo sia anche l’inizio per fare riaprire il bocciodromo – spiega Nitto – Da tempo la struttura è abbandonata nonostante le numerose richieste di una sua riapertura. Mi auguro che questa iniziativa porti anche all’ascolto delle tante persone che vogliono non solo praticare sport ma socializzare in un luogo accogliente”. Apriti cielo, il Comune non la prende bene (chissà perché) forse equivocando e il Vicesindaco e Assessore allo sport Andrea Rivolta commenta: «Sesto San Giovanni è da sempre conosciuta come la città dello sport per tutti, eppure in troppi casi questo diritto per i disabili è stato negato. Negli ultimi anni, grazie al lavoro di alcune società sportive e cooperative sociali, sono iniziate esperienze molto positive in tal senso: il campo Dordoni, gestito dal Geas atletica, è il luogo dove si allenano atleti paralimpici provenienti da tutta Italia; le piscine comunali sono utilizzate da anni dagli utenti dei CDD e da altre realtà che lavorano con la disabilità, così come il Tennis Club Sesto; il Baskin, gestito dalla cooperativa Icaro 2000 con il sostegno di tutte le società di basket sestesi, ha registrato per il secondo anno il tutto esaurito. Da quest’anno si è aggiunta poi la bella esperienza della boccia paralimpica, che utilizza una delle palestre comunali: in seguito ad una giornata dimostrativa organizzata lo scorso anno dall’Amministrazione comunale insieme alla Icaro 2000, una società del sud Milano ha chiesto di utilizzare le nostre palestre per soddisfare le esigenze degli atleti del nord Milano – e fin qui nulla di strano, ma poi insiste –  Di fronte a tutto questo impegno, trovo svilente che il presidente di una polisportiva, per ragioni di schieramento politico, decida di fare sua la causa della bocciofila Falck – chiusa dall’Amministrazione per i suoi enormi costi di gestione, che gravavano su tutti i cittadini a fronte di un’utenza esigua – e, nel farlo, usi strumentalmente il corso di boccia paralimpica. Due domande: l’opinione espressa da Nitto è dettata da ragioni personali oppure è condivisa da tutta la polisportiva? E poi, era proprio necessario sporcare una bella cosa come la boccia paralimpica per sostenere la propria causa, quasi che le sue ragioni fossero troppo deboli per sostenersi da sole? Invito Antonio Nitto ad assistere con me ad una partita di baskin e ad una di boccia paralimpica. Forse, alla fine, concorderà con me che in un momento in cui i comuni hanno poche risorse le priorità cambiano e ci sono diritti che vanno tutelati maggiormente di altri». Non si è fatta attendere la risposta di Nitto: “Trovo immotivata e alquanto originale la polemica innescata dal vicesindaco di Sesto San Giovanni in merito alle dichiarazioni di Antonio Nitto, sulla questione bocciodromo e corsi paralimpici. Nitto ha salutato come positivi i corsi e ha auspicato un ulteriore passo in avanti sulla pratica sportiva in questione, auspicando che ci possa essere un ripensamento sul bocciodromo da parte dell’amministrazione comunale. Senza polemica”. Così Beniamino Bonardi, portavoce del Comitato Popolare per Sesto. Che conclude: “Suona strano che ad uno che fa i complimenti si risponda con una reprimenda. In ogni caso non è volontà del nostro Comitato alimentare una polemica incomprensibile, visto l’apprezzamento espresso e il pieno diritto di una figura qualificata ad esprimere un proprio augurio per ulteriori passi in avanti”. Ai lettori l’ardua sentenza.

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