Avvocati monzesi: no alla paralisi della Giustizia

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Con una delibera del 27 maggio 2020 anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Monza, che conta migliaia di iscritti, ha deciso di mettere nero su bianco la sua denuncia della paralisi del mondo della Giustizia durante la fase emergenziale. «La tutela dei diritti non può tollerare ulteriori ritardi nella ripresa delle attività giudiziarie – scrivono le toghe monzesi – l’Avvocatura Monzese pertanto invoca l’intervento urgente del Presidente della Repubblica a salvaguardia dei valori della nostra Carta Costituzionale ed invita tutti i Consigli degli Ordini ed i Capi degli Uffici Giudiziari ad aderire all’appello». Un appello sentito non solo da chi è costretto a fare on line le udienze penali e civili, ma anche dai lavoratori del Tribunale.

Intanto proprio nella piazza antistante al Palazzo di piazza Garibaldi alcuni residenti si sono rivolti a due legali cittadini per inviare una lettera a sindaco, questore e prefetto per denunciare la movida notturna nella zona. «Denunciamo la grave situazione di disagio e pericolo per l’ordine pubblico che si è creata nel tempo nella piazza su cui si affaccia il Tribunale di Monza – scrivono i residenti nella lettera degli avvocati Antonino De Benedetti e Ettore Pucillo – Fin dai tempi precedenti alla chiusura delle attività commerciali a causa dell’emergenza sanitaria, la presenza di due locali notturni con orari di chiusura a dir poco imbarazzanti (uno alle 3 e l’altro addirittura alle 5!) aveva creato una situazione di pericolo sociale e di particolare disturbo alla quiete e al riposo notturno dei residenti. Al di là della rumorosità insistente e delle notti insonni, vi è da rilevare che in alcune occasioni era stato impossibile scendere in piazza per alcuni residenti, all’evidenza oggetto di atteggiamenti minatori (forse anche inconsapevoli, visto lo stato psicofisico dei ragazzi presenti…), che inducevano i medesimi a rimanere chiusi nei propri appartamenti. La situazione, oggettivamente intollerabile, si era arrestata di fronte a questioni più serie e gravi di questi ultimi mesi».

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