Autunno in Trentino, una vacanza per riappropriarsi del silenzio

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In autunno la montagna piomba nel silenzio dei suoi suoni tipici e nei colori affascinanti al Tramonto. Da non perdere per ricaricarsi prima dell’inverno una vacanza in Trentino tra le vette Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ecco alcune idee: Autunno nel Garda trentino, al Rifugio San Pietro Dagli archi e dai porticati in pietra che si aprono sui viottoli stretti del borgo medievale di Canale di Tenno, al panorama sulla conca di Riva e sul Lago di Garda dal balcone del Rifugio San Pietro. E tra questi luoghi il paesaggio del Tennese, da scoprire grazie ad un percorso che si snoda attraverso la Natura e un ambiente dominato dagli ulivi e dalle rigogliose faggete sul Monte Calino o Monte San Pietro fino a questo rifugio ricavato da un antico romitorio con annessa la piccola chiesetta dedicata all’Apostolo martire e risalente al 1200. L’edificio, abitato nel passato da alcuni eremiti, fu in seguito trasformato negli anni ’30 del secolo scorso in piccolo rifugio affacciato su una terrazza naturale che regala un panorama spettacolare sull’Alto Garda. Si parte dall’abitato di Ville del Monte e seguendo una strada lastricata, che reca ben evidenti le tracce delle ruote dei carri che l’hanno percorsa per secoli, si sale al borgo di Canale. Dalla piazzetta di questo borgo, dove il tempo sembra essersi fermato, si seguono le indicazioni del sentiero 406 che si inoltra nel bosco fino alla località Bastiani e da qui in breve si raggiunge il rifugio, una meta adatta anche alle famiglie con bambini che possono familiarizzare con gli animali nella piccola fattoria didattica e divertirsi con i numerosi giochi a disposizione. Al ritorno si può ripercorrere lo stesso itinerario oppure dalla località Bastiani seguire le indicazioni del sentiero 406A che scende al lago di Tenno e da qui nuovamente a Ville del Monte. Uno spettacolo da non perdere i gialli accesi delle faggete nel pieno dell’autunno che si fondono con l’azzurro turchese delle acque di questo lago.

Tra i castagneti secolari dell’Altopiano di Brentonico
Castione è un grappolo di case sul margine settentrionale dell’Altopiano di Brentonico, nel cuore del Parco Naturale del Monte Baldo, che si affaccia sulla Val Lagarina. Famoso per aver dato i natali ad alcune generazioni di maestri scalpellini specializzati nell’arte della lavorazione della pietra trasformandola in artistici e pregiati altari, questa frazione di Brentonico è anche terra di eccellenti marroni. Attorno al paese, infatti, si innalzano alberi antichi di secoli, particolarmente maestosi, le cui fronde si tingono d’oro nei mesi autunnali. Sono alberi di castagno e offrono un prodotto autunnale pregiato e prelibato ora tutelato, il Marrone di Castione. Tra Brentonico e Castione si può percorrere un sentiero per ammirare questi monumenti vegetali. Partendo dal parcheggio situato nei pressi del campo sportivo di Santa Caterina a Brentonico, si percorre una strada sterrata fino ai ruderi del Castello di Dosso Maggiore. Dopo i ruderi il sentiero prosegue in discesa verso il paese di Castione tra gli antichi castagni. Da non perdere la Festa del Marrone che il Comune di Castione e il Consorzio di tutela del marrone organizzano nel mese di ottobre nel borgo. Nel Parco naturale del Monte Baldo, un altro itinerario che si immerge nei colori accesi dell’autunno è quello che da Festa di Brentonico sale in circa 1h e 30’ fino al Rifugio Malga Campei, punto panoramico sulla Vallagarina e la Valle de Laghi.

Alla Malga di Romeno e sul Monte Roèn
In alta Val di Non, sopra le distese di meleti, le fitte foreste si allungano con gradualità fino alla sommità delle principali cime il cui versante orientale sprofonda verso altri terreni coltivati, le distese di vigneti e di frutteti della valle dell’Adige e della Bassa Atesina. A sud del Passo della Mendola, sopra una sella accoglie l’alpeggio della Malga di Romeno, ai piedi della panoramica cima del Monte Roen al confine con la Provincia di Bolzano. Si può raggiungere percorrendo il comodo sentiero che parte dalla Località Campi di Golf raggiungibile da Passo Mendola. Si tratta di una camminata nel bosco di circa 1 h e 40’ che in autunno è particolarmente spettacolare grazie ai colori che va assumendo la vegetazione. Ma la Malga di Romeno si raggiunge anche in automobile percorrendo la strada che sale dall’abitato di Amblar e che diventa sterrata nell’ultimo tratto che precede il parcheggio della malga. Partendo da qui in soli 45 minuti si raggiunge la panoramica cima del Monte Roen, percorrendo il sentiero n. 500 che sale tra i mughi che ne ricoprono la sommità. È un panorama vastissimo quello che si ammira dalla vetta, e che abbraccia praticamente tutti i gruppi della regione. La cima si può raggiungere anche percorrendo una breve via ferrata sul versante orientale che parte dal Rifugio Oltradige, a circa venti minuti dalla Malga. Aperta tutti i giorni fino alla fine di ottobre e poi nei weekend, dispone anche di 3 stanze per chi volesse pernottare e svegliarsi al sorgere del sole per ammirare l’alba che accende le rocce delle Dolomiti di Brenta all’orizzonte.

Sui sentieri del Parco Adamello Brenta
Due spettacolari laghi in quota, San Giuliano e Garzonè. Acque cristalline, che riflettono i colori intensi del cielo autunnale e che ospitano il pregiato salmerino alpino. L’orizzonte è una scenografica e superba quinta di montagne, la cima della Presanella e altre cime minori spruzzate dalla prima neve. E tutt’attorno un’esplosione di colori, dove spiccano le gradazioni dal giallo all’arancione di centinaia di larici. Per sentirsi parte di questo paesaggio da catturare in uno scatto, si parte da Caderzone Terme in val Rendena e si sale per diversi chilometri fino al parcheggio che precede il pascolo di Malga Campo. Prima che il sentiero pieghi a ovest verso il versante sopra la val Genova e da dove si osserva la parte alta delle cascate di Nardis, c’è tutto il tempo per fermarsi ad ammirare, verso oriente, le Dolomiti di Brenta. Raggiunta la vecchia Malga San Giuliano, e subito dopo il primo dei due laghi, è possibile sostare nell’accogliente e tecnologico rifugio San Giuliano, aperto fino al 26 settembre e poi nei weekend fino al 2 novembre. Si può visitare anche l’antica chiesetta-santuario eretta proprio in riva al lago ancora nel 1300 e dedicata al Santo che una leggenda vuole sopravvisse al morso delle vipere e che i sassi del lago abbiano ancor oggi questo potere taumaturgico. San Giuliano è il patrono di Caderzone e nella chiesa di San Biagio la sua statua lo rappresenta con due vipere in mano. Per il rientro è consigliato proseguire fino alla Bocchetta dell’acqua fredda. Si ammirano i laghi dall’alto e, appena superata la sella, anche tutta la catena principale del Gruppo delle Dolomiti di Brenta. Poi si inizia la discesa che prima passa dal laghetto di Vacarsa, poi da Malga Campostril e infine al parcheggio.

I colori dell’autunno ai piedi del Catinaccio
Si parte da Campitello di Fassa e si percorre la Val Duròn, una valle alpina che si insinua tra i Gruppi del Catinaccio e del Sassolungo. Uscendo dal bosco, dove i larici danno spettacolo colpiti dai raggi del sole, la prima tappa è il rifugio Micheluzzi. Ora la valle si apre e diventa una successione di alpeggi, costellati da piccole baite. Tra loro serpeggia il Ruf de Duròn, la colonna sonora del successivo tratto di cammino, in piano. Più avanti si possono scegliere direzioni e mete differenti: la prima, una salita dolce, risalendo per intero la valle fino al Passo Duròn per ammirare le cime del Sassopiatto e dei Denti di Terrarossa, e affacciarsi sui pascoli dell’Alpe di Siusi. La seconda, una salita più impegnativa per guadagnare quota fino al Passo delle Ciaregole e qui fermarsi per rifocillarsi e ammirare l’orizzonte dolomitico. Poi si riprende la salita sul ghiaione che sale al Passo di Dona. Altro orizzonte, altro spettacolo di cime, più lontane e più magiche, Sassolungo, Marmolada, Piz Pordoi. Ma ora la meta è vicina, il rifugio Antermoia e il suo piccolo lago a pochi minuti. Acque turchesi, ai piedi di un circo maestoso di pareti verticali, in un luogo senza tempo. Pernottando al rifugio che è aperto fino al 17 ottobre, c’è poi la possibilità di salire il Catinaccio di Antermoia lungo una spettacolare via ferrata, oppure la traversata del silenzioso Altopiano di Lausa scendendo fino alla conca di Gardeccia.

…e nella Val Canali nelle Pale di San Martino
L’itinerario che si spinge fino al Rifugio Treviso e al Campigol d’Oltro permette di scoprire questa bellissima vallata che offre scorci molto suggestivi sulle cime del settore meridionale delle Pale di San Martino, da catturare con la macchina fotografica o lo smartphone insieme ai colori accesi del foliage autunnale che irrompono nelle foreste di questa valle alpina. Si parte dal parcheggio del ristorante Cant del Gal (1180 m) e, dopo un primo tratto su strada asfaltata, si prosegue paralleli al torrente Canali fino ad attraversarlo. Ora il bosco si apre e lascia intravvedere splendide vedute sulle imponenti cime d’Oltro e dei Lastei, Sedole e Sasso delle Lede dai ripidi versanti dove è facile osservare gruppi di camosci. Salendo in direzione dello storico rifugio Treviso, ai piedi del Vallon delle Mughe e della Pala del rifugio, questo orizzonte si allarga a tutte le vette alla testata della valle. Per raggiungere il Campigol d’Oltro si attraversa un bosco di faggi e conifere che l’autunno accende di colori vivissimi. E tra le faggete si sviluppa anche il sentiero “Dei Tedeschi” che si segue per rientrare al punto di partenza. Percorrere questo itinerario ad anello richiede circa 3 ore e mezza per poco più di 500 metri il dislivello.

Nei rifugi tra i sapori dell’autunno
Essere accolti in un rifugio e da qui iniziare la scoperta dei prodotti del territorio. Questo è lo spirito de “I Rifugi del Gusto” che ritorna in una decina di strutture in quota della Val di Fassa dal 18 settembre al 3 ottobre. Rifugi che si raggiungono comodamente grazie anche ai numerosi impianti di risalita ancora aperti. I rifugi coinvolti nell’iniziativa sono: Rifugio Castiglioni Marmolada a Passo Fedaia, Rifugio Ciampedìe, Baita Cuz, Rifugio A. Fronza alle Coronelle, Rifugio Fuciade Rifugio Sasso Piatto, Rifugio Roda di Vael,  Rifugio Salei, Rifugio Stella Alpina Spiz Piaz, Rifugio Vallaccia. Per le informazioni: www.fassa.com

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