Aumenta il disagio legato alla perdita del lavoro

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COLOGNO MONZESE – Sostegno economico, lavoro, casa. La crisi morde e i bisogni per i quali i cittadini chiedono un aiuto al Comune sono sempre più bisogni primari. Lo rivela il Terzo Rapporto Sociale alla città, dal quale emerge che anche a Cologno nell’ultimo anno il divario tra chi riesce, seppur con qualche difficoltà, a far fronte alle spese di tutti i giorni e chi non ce la fa è fortemente diminuito. E così, mentre i pignoramenti aumentano del 15% e un terzo di chi si rivolge agli sportelli del Comune lo fa per chiedere un aiuto economico perché ha visto drasticamente ridotto il proprio reddito a causa di disoccupazione e cassa integrazione, il quadro si fa “allarmante”, spiega l’assessore ai Servizi Sociali Giovanni Cocciro.
Assessore, che immagine viene fuori dal Rapporto?
“Oggi si rivolgono a noi soprattutto gli adulti, persone che hanno perso il lavoro e che, per questo, rischiano di perdere anche la casa. L’immagine è quella dei nuovi poveri: famiglie con due bambini che non ce la fanno ad andare avanti perché uno dei coniugi è rimasto senza lavoro. Il dato preoccupante è che le povertà provvisorie si sono trasformate in povertà di lunga durata: delle 1022 famiglie che assistiamo la maggior parte è entrata in povertà nel 2007 e non ne è ancora uscita. E nel 70% dei casi si tratta di italiani, non di cittadini stranieri”.
Sono diminuiti però gli accessi ai Servizi messi a disposizione dal Comune
“Ci sono meno cittadini che chiedono aiuto, ma solamente perché è diminuita la nostra capacità di dare una risposta a causa dei tagli alle risorse statali destinate alle politiche sociali. Lo Stato non ci dà soldi e spesso i nostri assistenti sociali non possono fare niente altro se non ascoltare chi viene a domandare aiuto. Il 30% ci chiede un sostegno economico, ma in questo momento non siamo in grado di darglielo”.
Poi c’è il problema casa
“Le richieste per problematiche legate alla casa sono raddoppiate, dal 7,8% al 14,3%, a causa della minor capacità economica delle famiglie. Sono aumentati in maniera rilevante gli sfratti e i pignoramenti costituiscono il 25% dei casi. Abbiamo indetto un bando straordinario per erogare contributi finalizzati al sostegno all’affitto per le famiglie con reddito basso, ma non basta”.
E allora?
“La situazione è drammatica. Per questo, insieme agli altri Comuni della Lega delle Autonomie, stiamo lanciando da tempo un grido di allarme: chiunque vincerà le elezioni dovrà dare una risposta in tempi brevi altrimenti si rischia di rompere il patto sociale con i cittadini. Dal 2008 al 2012 il Fondo Nazionale per le Politiche sociali destinato agli enti locali è passato da 929 a 10 milioni. Ciò significa che per il 2013 molto probabilmente città come Cologno non vedranno un euro. I Fondi per l’Affitto e la Non Autosufficienza sono stati azzerati. In queste condizioni, aiutare chi è in difficoltà è impossibile”.
Come Amministrazione Comunale, che cosa proponete?
“Innanzitutto, bisogna introdurre il reddito minimo di cittadinanza per chi perde il lavoro, come avviene in tanti altri Paesi nel mondo. Poi, proponiamo di trasformare l’1% della spesa sanitaria regionale in spesa sociale e di rivedere la ripartizione dei sistema regionale dei vaucher in modo che i Comuni possano dire la loro su come impiegare quei fondi.
Proponiamo anche il dirottamento di una quota delle pensioni alte e altissime e delle risorse recuperate dalla lotta ai falsi invalidi, alle false pensioni e all’evasione fiscale al Fondo Sociale. La situazione è grave: se qual- cuno non si sveglia per tempo, quest’anno i Comuni rimarranno da soli a gestire una montagna di richieste di aiuto abnorme di fronte alla quale non potranno far niente”.

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