Archivio Pozzi, una fetta di storia sestese

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SESTO SAN GIOVANNI – Più di 160 filmati per un totale di oltre 70 ore di pellicola che abbracciano sessant’anni di storia del nostro paese e della nostra città: è l’archivio del cineoperatore sestese Carlo Pozzi (1921-2008), donato interamente al Comune di Sesto San Giovanni dalla moglie Giannina Maggioni nell’estate di quest’anno.

L’archivio è una vera e propria miniera per gli storici e gli appassionati filmaker. Al suo interno, infatti, rare immagini d’epoca (il Giro d’Italia del ’62, l’apertura del traforo del Frejus, immagini della seconda guerra mondiale, il cinegiornale con la notizia della consegna a Sesto San Giovanni della Medaglia d’Oro al valor Militare), ma anche volti e paesaggi, sestesi e non, ripresi e montati con grande sensibilità e passione.

Già nel 2001 l’Amministrazione aveva sottoscritto con Pozzi un accordo in cui si concedeva al Comune la possibilità di duplicare tutto il materiale filmico permettendone l’utilizzo in ambito culturale per un periodo di trent’anni. La lavorazione delle pellicole è stata allora affidata al Centro di Cinematografia scientifica e di Comunicazione Visiva del Politecnico di Milano e, dopo due anni di intenso lavoro, le videocassette e i beta sono stati acquisiti dall’Amministrazione e depositati all’Isec.

Con la scomparsa, nel 2008, di Carlo Pozzi, la moglie ha deciso di donare al Comune l’intero archivio – che verrà catalogato ed inventariato – e le pellicole originali, aggiungendo due nuovi fondi di materiale inedito. La cessione dell’archivio è avvenuta a titolo gratuito e senza limiti di tempo, consentendo l’utilizzo e la divulgazione per scopi culturali.

“L’acquisizione del fondo Carlo Pozzi è per la nostra città un onore – afferma l’Assessora Rita Innocenti – per il quale ringraziamo sentitamente Giannina Maggioni. Il cinema ha la grande capacità di fissare e trasmettere, anche solo in poche immagini, la memoria di epoche, persone, eventi; in periodi di grandi e rapide trasformazioni dobbiamo tutti essere riconoscenti al lavoro e allo sguardo di persone come Pozzi che hanno contribuito a conservare la memoria della nostra comunità, quella nazionale e quella cittadina”.

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