Appalti truccati e corruzione in Brianza, cinque arresti domiciliari

0
153

Corruzione e turbativa d’asta. Questi i reati contestati dal pm monzese Carlo Cinque e dal procuratore Gittardi nell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Seregno nei comuni brianzoli. Quattro funzionari pubblici della provincia di Monza e dei Comuni di Desio, Biassono e Pessano con Bornago (Milano) sono finiti ai domiciliari , oltre ad un imprenditore, e sono state sequestrate tre aziende ed è stato operato un sequestro preventivo di denaro e beni nella disponibilità dell’imprenditore per un importo di oltre 260mila euro, corrispondente all’illecito vantaggio economico conseguito. Le indagini sono partite da appalti e affidamenti diretti di servizi rilenti al periodo tra il 2019 e il 2021. Protagonista un imprenditore di Verano Brianza,  che opera nel settore dei servizi di pulizia e manutenzione delle aree verdi con tre diverse società che ottenevano gli appalti e i serivi nei vari comuni brianzoli. Si parla di appalti da oltre 2 milioni e mezzo di euro indetti da parte di una azienda a partecipazione pubblica monzese e dei comuni stessi. I pubblici ufficiali indagati avrebbero ricevuto in corrispettivo dall’imprenditore somme di denaro anche in più tranche (variabili da i 1.000 euro e i 12mila euro, a volte anche occultate nei cesti natalizi), buoni benzina e altre utilità. Alcune procedure di gara sarebbero state turbate per avvantaggiare le aziende – ora affidate ad un amministratore giudiziario nominato dall’Autorità Giudiziaria – dell’imprenditore indagato, comunicando in anticipo le condizioni tecniche contenute nel capitolato, i tempi di apertura e di chiusura dei procedimenti di affidamento, i nominativi dei concorrenti da avvicinare al fine di stabilire i ribassi da offrire.In un caso, i pubblici ufficiali coinvolti, ricorrendo ad una perizia suppletiva per una variante “fittizia” e falsificando lo stato di avanzamento dei lavori già ultimati avrebbero attestato, a cantiere chiuso, l’avvenuta esecuzione di ulteriori opere, procurando così al corruttore un ulteriore profitto illecito. In due occasioni i pubblici ufficiali non hanno accettato il tentativo di corruzione. L’inchiesta comunque non è conclusa e in tutto per ora sono 12 gli indagati.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here