Appalti Expo e Città della Salute, condannato Rognoni

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La pena per Antonio Rognoni riguarda solo la gara della Città della Salute, assolto per il filone relativo a Expo

Due anni e due mesi di carcere per corruzione, turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio in relazione alla gara non completata del 2014 per la Città della Salute di Sesto San Giovanni. Questa la condanna decisa dal giudice per Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, unico a processo tra i personaggi della cosiddetta “Cupola degli appalti” accusata di manipolare le gare per Expo e Città della Salute. Proprio in seno a questo progetto, e non per la sospetta gara truccata per Expo in favore di alcune ditte tra cui la Maltauro, Rognoni è stato condannato. Per lui il pm milanese Eugenio Fusco, a dire il vero, aveva chiesto 5 anni, mentre la difesa aveva invocato l’innocenza dell’imputato, sottolineando che “il fatto non sussiste”.

Tutti gli altri personaggi dell’inchiesta, in particolare l’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio e l’ex Pci Primo Greganti. entrambi emersi dai ricordi del ciclone Mani Pulite del 1992, hanno patteggiato in precedenza.

Tuttavia secondo l’accusa Rognoni avrebbe costituito una “commissione di fiducia” per gli appalti con “costanti e pericolosi rapporti di Rognoni con Greganti e Frigerio, i cosiddetti personaggi della cupola dei vecchietti”.

Rognoni, stando alle accuse, avrebbe mostrato la sua “disponibilità” verso quel “sodalizio che copriva tutto l’arco costituzionale”, perché in cambio sperava di essere ricollocato in Anas.

tags: Sesto San Giovanni, Antonio Rognoni, Citta della Salute

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