Anche Lissone dichiara guerra alle slot machine e all’azzardo

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di Gabriele Cereda

LISSONE – Lissone diventa città “No slot”. Almeno per una settimana. Dal 19 al 26 gennaio una ventina di locali hanno aderito alla campagna lanciata dal Comune, “No slot…yes party!”. L’idea è quella di promuovere eventi, giochi, e attività di gruppi all’interno dei locali e di proporli ai clienti al posto delle videolottery. I negozi che aderiscono all’iniziativa – in un paio di casi hanno deciso di spegnere le macchinette per tutta la settimana – espongono in vetrina un adesivo con la scritta “Sceglimi”. “E’ una scelta dall’alto valore sociale – spiega il sindaco Concetta Monguzzi –. Questi esercenti rinunciano ad introiti importanti e vanno sostenuti da tutta la cittadinanza”.

Risiko, freccette, tornei di dama e di scacchi. Si sono inventati di tutto i baristi. Qualcuno ha deciso di fare un tuffo nel passato. Il bar Illy, a pochi passi dal centro ha deciso di noleggiare un flipper e di organizzare un torneo in vecchio stile con scontri ad eliminazione diretta fino alle finalissime del week-end.

In città ci sono 103 tra bar e locali, per ora un terzo (34) hanno deciso di rinunciare in modo definitivo alle macchinette. Per questi, l’amministrazione di centrosinistra ha deciso un’esenzione in grado di alleggerire il carico fiscale. Infatti, per tutti gli esercizi dotati dei requisiti di legge previsti per la collocazione delle videolottery ma che hanno deciso di non installarli, il Comune ha istituito un apposito fondo di bilancio per applicare uno sconto del 20 per cento sulla tariffa sui rifiuti.

“Vogliamo far capire – spiega ancora il sindaco– che il bar può ancora essere un semplice e sano luogo di incontro, dove le persone socializzano e passano il tempo insieme, attraverso la riscoperta del gioco vero, quello da tavolo o i tornei di carte, come momento di aggregazione, contrapposto all’azzardo come ricerca di guadagno facile o dell’ebbrezza di una effimera fortuna. Infine si sensibilizzeranno le scuole, per aggredire adeguatamente le radici culturali ed educative del fenomeno; sono già stati proposti ai dirigenti scolastici delle superiori due incontri gestiti da associazioni specializzate con relazioni di esperti, dibattiti e testimonianze”.

I dati forniti da Asl Monza e Brianza e diffusi da Monguzzi dicono che sul territorio di Monza e Brianzanel 2012 erano 124 gli utenti presi in carico per ludopatia, numero lievitato nel 2013 fino a 148, di cui l’85 per cento residenti sul territorio. In Lombardia sono circa 1200 i pazienti affetti da ludopatie.

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