Allevi frena sul consumo del suolo

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MONZA -“Sono molto orgoglioso del lavoro svolto e con soddisfazione posso affermare che il Piano rappresenta il fiore all’occhiello di questa amministrazione, una prova di come abbiamo saputo lavorare in sinergia con un obiettivo comune: dotare la Brianza, in tempi brevissimi, di uno strumento urbanistico ad hoc.  Le regole che abbiamo fissato, e che a qualcuno sono sembrate troppo rigide, servono per mettere un punto fermo e per rendere chiaro a tutti che da oggi si cambia rotta.  Non possiamo continuare a consumare il suolo alla stessa velocità degli ultimi vent’anni ma dobbiamo incominciare a prevenire con azioni significative. Intervenire sulle emergenze, ce lo insegnano i fatti tragici anche recenti, serve a poco. Eravamo consapevoli che proporre un’inversione culturale così forte potesse provocare delle reazioni negative.  Per questo ci tengo a ribadire che il Piano non è stato realizzato per danneggiare qualcuno ma, anzi, è stato pensato proprio per favorire il bene di tutti con un occhio anche alle generazioni future, alla Brianza che verrà”. Lo ha detto il Presidente della Provincia, Dario Allevi, nel corso dell’incontro sulla pianificazione territoriale che si è svolto nei giorni scorsi all’Urban center di Monza.

E rivolgendosi ai Sindaci ha aggiunto: “Il suolo non è una slot machine da avviare per risolvere, attraverso gli oneri di urbanizzazione, i problemi delle finanze comunali. E’ arrivato il momento di cambiare e possiamo farlo solo se incominciamo a lavorare insieme con responsabilità, senza urlare più al complotto. Basta polemiche e accuse: sediamoci attorno ad un tavolo e avviamo quel confronto necessario sui problemi aperti”.

Il Presidente ha fatto anche alcune riflessioni in relazione alla delicata situazione economica della Brianza: “Un’altra accusa al Piano è di non favorire  lo sviluppo del territorio in questo delicato momento di crisi. Io rispondo che è esattamente il contrario. La maglia nera che abbiamo conquistato per il consumo del suolo, ne siamo perfettamente consapevoli, ha contribuito alla crescita della nostra terra, facendoci diventare quella locomotiva economica universalmente riconosciuta: sono più di 75 mila le imprese che negli anni sono nate o venute qui per avviare o incrementare la propria attività. E l’espansione dei capannoni è  diventata agli occhi di tutti proprio il simbolo del nostro potere economico ma adesso il suolo libero è quasi esaurito, non possiamo più fare finta di nulla.  Non è vero che la Provincia con questo Piano dimostra di essere nemica delle imprese e dello sviluppo. Dimostreremo con i fatti proprio il contrario”.

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