Alimetazione, verso (e oltre) Expo 2015

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NORD MILANO – «La sovranità alimentare è una rivoluzione che non distrugge, ma che rigenera l’umanità», così Gustavo Zagrebelsky nel corso del convegno Cibo e acqua, sfide per il diritto contemporaneo. Verso e oltre Expo 2015, organizzato dalla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Milano-Bicocca.

La sovranità alimentare è stato uno dei temi cardini del convegno. «Un nuovo diritto che –  ha spiegato Zagrebelsky nella sua relazione – parte dal basso e dai produttori locali per assumere poi una valenza globale; un diritto che molti Paesi in via di sviluppo vogliono introdurre nelle loro costituzioni per mettere a freno i fenomeni di “colonialismo alimentare” dettato dalle grandi multinazionali del cibo».

Nel corso del convegno la Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro ha annunciato un accordo di futura collaborazione tra la Scuola di Giurisprudenza di Milano-Bicocca e il Milan Center for Food Law and Policy di cui la stessa Pomodoro è presidente. Questo centro, istituito nel febbraio scorso sulla base di una convenzione tra Comune di Milano, Regione Lombardia e Camera di Commercio, «vuole essere un presidio dell’eredità che EXPO 2015 lascerà all’Italia e al mondo per quanto riguarda il tema del cibo e dell’alimentazione», ha detto Pomodoro.

«Vogliamo che questo network non sia una agenzia burocratica – ha aggiunto la presidente Pomodoro – ma una legacy immateriale, dove tutti i contributi scientifici sul tema del cibo sono bene accetti, dal giurista come dallo scienziato e da altri campi del sapere. Un servizio da dare ai cittadini con generosità per portare avanti con forza la sovranità alimentare e la sostenibilità ambientale e per fare di Milano una vera e propria capitale mondiale dell’alimentazione, in modo che l’esperienza di Expo non si esaurisca. Sono molto contenta che l’Università di Milano-Bicocca aderisca a questo progetto i cui contenuti definiremo meglio in futuro».

Dal punto di vista del diritto amministrativo, Giulio Napolitano ha concentrato la sua relazione sulla diversa natura dell’intervento dello Stato nei confronti della gestione pubblica dell’acqua e del cibo: regolatoria nel primo caso, più tecnico-scientifica nel secondo. La discussione si è poi spostata sull’opportunità di un intervento pubblico su alcuni aspetti della vita dei cittadini. «Per esempio, sulla lotta all’obesità – si è chiesto Napolitano – spetta allo Stato dire ai cittadini come devono nutrirsi, o non si tratta, oltre un certo limite, di una ingerenza nel privato?»

Per Elisabetta Lamarque, costituzionalista del Dipartimento di Scienze Giuridiche di Milano-Bicocca e una delle organizzatrici dell’evento “…Vogliamo che questo appuntamento sia anche un volano per il nostro progetto Feed’n’Rights, una serie di iniziative su diritto e nutrizione che noi giuristi di Milano-Bicocca promuoveremo da qui ad EXPO 2015″.

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