Ai Martinitt si chiude con le risate di “Amore sono un po’ incinta”

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Non solo Marco Cavallaro ormai al Martinitt è di casa, ma ne ha fatto gli onori lo scorso settembre con una formula tutta sua dei tradizionali Assaggi di Stagione; poi l’ha animata, la stagione, con una versione inedita della sua comicità, in stile stand-up. Non poteva quindi che essere lui a chiudere il cerchio della programmazione indoor del tempio milanese della risata. Quasi un “copione già scritto”: nove mesi (come in gestazione) trascorsi insieme ed ecco arrivare AMORE SONO UN PO’ INCINTA, l’ultimo, esilarante parto della mente geniale e prolifica del vulcanico autore-attore. Una creatura fresca e spassosa, battezzata in uno scroscio di applausi allo scorso Festival Teatrale di Borgio Verezzi, che ha avuto l’onore di inaugurare. Non solo una storia di vita e di vite, ma un vero e proprio inno alla vita stessa. Ancora una volta, la penna incontenibile e scanzonata di Cavallaro ci costringe, a suon di risate, a prenderci gioco dei nostri limiti e delle nostre paure e, raccontando la più bella storia di sempre, quella di una nuova vita che si affaccia al mondo, ci insegna a reagire, ad aprirci al futuro. A prendere bene le sorprese, anche le più “ingombranti”, che la vita ci riserva. Perché la vita è bella, figuriamoci una nuova di zecca… AMORE SONO UN PO’ INCINTA – di Marco Cavallaro. Diretta da Marco Cavallaro. Con Marco Cavallaro, Sara Valerio, Guido Goitre e Antonio Conte. Produzione La Bilancia, in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi.

Il calo delle nascite genera paura a livello sociale. D’altro canto, mettere al mondo un figlio oggi preoccupa ancora di più. Tanti i dubbi… Che mondo e che futuro gli lasciamo? L’arrivo di un bambino può salvare un amore? E, soprattutto, quanto costa mantenere un figlio? Mettere al mondo una creatura comporta grandi responsabilità sociali, civili ed economiche. Quando poi la “lieta novella” arriva a una coppia improbabile, che non aveva nessuna intenzione di procreare -per non rischiare di compromettere la propria individuale libertà né di soccombere al senso opprimente di responsabilità- ecco che la frittata è fatta. Una commedia che fa ridere ma insegna ad affrontare l’ignoto, a dare una chance alla vita. Roberta e Maurizio sono due “diversamente giovani”, che conducono la propria esistenza all’inseguimento della propria realizzazione personale e di una condivisione. Non si conosco, ma il destino ha per loro in serbo qualcosa di unico, imprevedibile e pieno di… notti insonni.

Martedì-sabato ore 21; domenica ore 18. Costo: 26 euro. www.teatromartinitt.it

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