Oltre 200 mila di buoni spesa a Lissone

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Quasi 200 mila euro erogati sotto forma di Buoni Spesa, più di 600 pacchi alimentari consegnati a chi ha manifestato improrogabili necessità di aiuto. Un sostegno concreto ai nuclei familiari in difficoltà, con contributi diretti per far fronte alle criticità dettate dall’emergenza Coronavirus. Prosegue senza sosta l’impegno dell’Amministrazione Comunale di Lissone a sostegno delle tante famiglie che stanno subendo le conseguenze negative derivate dalla pandemia. Nella direzione di dare un aiuto ai cittadini in difficoltà, in questi mesi sono state raggiunte quasi 550 famiglie distribuendo buoni spesa per un valore di poco inferiore ai 200mila euro sui 243mila messi a disposizione dall’Ordinanza n. 658/20 della Protezione civile. In particolare, in totale sono finora stati erogati 560 Buoni spesa, di cui 158 del valore di 200 euro, 117 di 400 euro, 100 di 300 euro e 79 di 500 euro. La somma residuale per far fronte a ulteriori domande è di circa 20mila euro. “Ma adesso c’è bisogno dell’aiuto di tutti – sottolineano il sindaco Concettina Monguzzi e l’assessore alla Persona Anna Maria Mariani – Per continuare nell’erogazione dei buoni e per rispondere alla richiesta di beni di prima necessità, chiediamo ai Lissonesi che lo possono e lo vogliono, di fare una donazione. La città aiuta la città”. Dal mese di aprile è aperto un Conto corrente solidale sul quale è stata depositata dall’Amministrazione Comunale la somma complessiva di 180.000,00 euro ai quali si aggiungono ogni giorno le erogazioni liberali dei cittadini. L’IBAN del Conto Corrente è il seguente: IT 94 M 05216 33270 000000004462 “Tutti i contributi saranno importanti. Ci rivolgiamo ai cittadini sicuri che anche in questi momenti difficili possono pensare a sollevare altre famiglie dalla difficoltà dell’acquisto di beni alimentari”. Sono inoltre stati distribuiti 600 pacchi alimentari (comprensivi di prodotti per l’igiene personale e domestica) a quelle famiglie che non avevano la possibilità di beneficiare della misura Buoni-Spesa, in quanto non rientravano nei requisiti d’accesso richiesti. Un lavoro portato avanti insieme alla Caritas parrocchiale con i giovani volontari, alla San Vincenzo, alla Chiesa evangelica e al Banco di Madre Teresa.

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