«Fermiano il pregiudizio maschilista»: il giudice Roia infiamma lo Sporting

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Irana Tappeti Cinisello

«In Italia un quarto degli omicidi di donne ha come contesto la difficoltà di relazioni tra uomo e donna e in particolare gli uomini non riescono ad accettare che la donna abbia deciso di lasciarli perché è finita la relazione e purtroppo sette donne su dieci quando sono vittime di violenze e maltrattamenti non sanno di essere vittime di un reato». Ha sciorinato dati e raccontato esperienze che lo vedono sul campo della prevenzione alla violenza sulle donne da anni il giudice milanese Fabio Roia intervenuto ieri, 15 maggio, allo Sporting alla tavola rotonda organizzata da Fidapa Modoetia Corona Ferrea in collaborazione con il Comune di Monza e lo Sporting Club. Una tavola rotonda ricca di informazioni che è stata moderata dall’avvocato Giorgia Leone, vicepresidente della sezione monzese di Fidapa, per presentare il libro pubblicato da Roia Crimini contro le donne. «Non solo un manuale per addetti ai lavori, ma un racconto chiaro di quello che accade sul campo e del quale il giudice Roia è testimone». E sul palco si sono alternate la psicologa e psicoterapeuta Simona Ravera, gli agenti del Nucleo Tutele Donne e Minori della Polizia di Milano, il centro anti violenza White Mathilda ma soprattutto Assunta Bianco, la sorella di Antonia uccisa a San Giuliano Milanese dal suo ex compagno. «Aveva presentato 15 denunce ma non era stata ascoltata e soltanto perché noi abbiamo capito che era stata uccisa, alla fine lo hanno preso e condannato e ora è in carcere; io sono una guerriera e così devono diventare tutte le donne». Un monito e un invito è arrivato soprattutto dal magistrato definito da tanti – erroneamente – femminista: «Tutti dobbiamo lavorare con le nostre competenze per impedire che questa piaga strutturale della società vada avanti: noi magistrati se sbagliamo dobbiamo pagare anche penalmente per i nostri errori e così gli operatori delle forze dell’ordine se non valutano i rischi bene, e anche gli avvocati devono essere specializzati su questi temi e nell’ascolto delle donne; ma prima di tutto dobbiamo rompere la spirale del pregiudizio e della cultura maschilista che in Italia ancora aleggia». Presenti nel pubblico il Prefetto di Monza Giovanna Vilasi, il presidente del Tribunale Laura Costantini, il presidente del Movimento Forense Marta dd’Ovidio che si tsa battendo perché agli avvocati vengano liquidati i compensi per le difese d’ufficio alle vittime di violenza che sono ormai una possibilità per tutte le donne violate. Ma anche gli assessori monzese Massimiliano longo e Pierfiranco Maffè . Ciliegina sulla torta il video presentato dagli studenti del Liceo Artistico Nanni valentini che in occasione della scorsa giornata mondiale contro la violenza sulle donne hanno presentato un’installazione, portata anche allo Sporting, dal titolo evocativo “Amor – t – e”.

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