Sesto, la Lista Chittò boccia il bilancio che penalizzerebbe i dipendenti comunali

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«Una delibera apparentemente tecnica che, come emerso nel corso del dibattito, lascia chiaramente trasparire una scelta fortemente politica, del tutto inopportuna e al limite della legittimità», questo il commento rilasciato da Stefania Di Pietro, Capogruppo in Consiglio Comunale della Lista Civica “Insieme con Monica Chittò”, al termine della discussione avvenuta nel corso della seduta consiliare dello scorso 1 dicembre e della votazione finale. «Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo assistito ad una pantomima della maggioranza che, consapevole dello scivolone che stava facendo, ha cercato in malo modo di giustificare una scelta dalla stessa riconosciuta “difficile”, noi diremmo “vergognosa”, presa a danno dei lavoratori dell’Ente Comunale» dichiara la consigliera Di Pietro. «Dietro il pareggio di cassa, infatti, si cela una manovra che ha portato alla decurtazione del fondo di produttività, già stanziato a bilancio e già maturato dai dipendenti grazie al raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’Ente stesso. Non sono bastate la diffida inviata dalle rappresentanze sindacali, le argomentazioni portate dalle stesse nel corso dell’incontro avuto con i capigruppo prima dell’inizio della discussione in aula, le rimostranze dei lavoratori che non hanno ratificato la scelta dell’amministrazione, per fare ravvedere la maggioranza e lasciare inalterato l’importo del fondo. Ciò che più colpisce è il copione recitato dai consiglieri di maggioranza e dalla giunta che, dando vita ad una commediachiozzotta, ha sostenuto la linea dell’inevitabilità della decisione, riversando come al solito la responsabilità sulla precedente amministrazione».“Da parte della maggioranza», prosegue la Di Pietro, «è’ stato detto che è dovuto un sacrificio da parte di tutti per evitare il rischio di default, che la valorizzazione dei dipendenti non si misura solo con un premio economico, che la razionalizzazione delle risorse è un obiettivo di questa amministrazione, che farà in modo di migliorare la situazione per i prossimi anni. Dimenticando – volutamente! – che il taglio al fondo di produttività si ripercuoterà anche sugli anni a venire (perché il tetto massimo della retribuzione accessoria non potrà sforare quello degli anni precedenti) e, cosa ancora più grave, che la scelta attuata penalizza i dipendenti dei livelli minori. Quegli stessi dipendenti che, al contrario, dovrebbero essere maggiormente tutelati perché costituiscono un fattore determinante nel raggiungimento degli obiettivi dell’Ente, sapendo di poter trovare soddisfazione in quello che fanno e motivazioni forti per svolgere i propri compiti». «Una scelta imposta, in spregio, peraltro, alle più elementari regole della contrattazione tra le parti», sottolinea ancora la consigliera della Lista Civica “Insieme con Monica Chittò”, «che va a incidere, violandoli, sui diritti già acquisiti e che va nella direzione contraria alla valorizzazione della dimensione individuale, contribuendo a negativizzare il clima organizzativo. Non ultimo, il fatto che tale decisione contraddice le affermazioni rese in campagna elettorale dallo stesso Sindaco che, in risposta ad una precisa domanda sul tema in questione, aveva espressamente dichiarato che non avrebbe toccato il fondo di produttività. Parole, parole, parole, per usare il motivo di una celebre canzone».«Ieri sera», conclude la Di Pietro, «si è rivelato il vero volto di questa Amministrazione, impositiva e fortemente divisiva, che comincia a mostrare le proprie debolezze di fronte a una paventata arroganza decisionale».

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