Lista Piano, in cinque abbandonano

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Paolo Vino, Ottavia Molteni, Barbara Macchi, Maria Chiara Defilippis e Antonio Saponara. Questi i cinque appartenenti della Lista Popolare per Sesto, che durante la campagna elettorale aveva appoggiato il candidato sindaco Sandro Piano, che hanno rassegnato le dimissioni uscendo dalla stessa lista. Il motivo: la non adesione alla mozione programmatica che avrebbe di fatto costituito il gruppo politico in città presentata a loro dire senza una discussione, ma come un dato di fatto. «La mozione in questione, illustrata in sede di Assemblea da Sandro Piano, è apparsa subito volutamente caricata di ambiguità e prospettive opportunistiche tali da stravolgere radicalmente il progetto con il quale la Lista Popolare X Sesto si era presentata agli elettori l’11 giugno scorso in occasione delle ultime elezioni amministrative. In più, l’unica candidata al ruolo di portavoce ufficiale della lista (la poi eletta Simona Godio) si è presentata senza una propria mozione, senza un proprio progetto, senza una propria idea – soprattutto politica -, semplicemente facendo un “copia-incolla” della mozione presentata dallo stesso Sandro Piano, dal quale peraltro la Godio era sostenuta. A nulla è valsa la richiesta, da parte di una minoranza dei partecipanti alla riunione, di poter integrare, di lì a pochi giorni, la  mozione con un contributo che avrebbe goduto, senza dubbio, di un più largo consenso. Non è stato possibile. Il tempo della discussione era esaurito. Il “niet” da parte di Sandro Piano e compagni è stato chiaro». Un’esperienza – quella della Lista Popolare X Sesto, – che è stata più di un “cartello elettorale”, termine utilizzato nel testo della “mozione Piano”, più adatto però al merchandising politico che ad un serio progetto civico, al quale gli scriventi hanno lavorato anima e corpo, ritenendo utile partecipare alla vita politica cittadina, portando un contributo propositivo e concreto in tal senso. E l’amara conclusione:  Confidiamo quindi che il consigliere Piano riesca a non dimenticare come Sesto San Giovanni sia stata da sempre al centro del progetto politico costituitosi in concomitanza con la consultazione elettorale del giugno scorso. Riteniamo che ragionare in ottica metropolitana prescinda dalla necessità di concorrere all’amministrazione della città, o, dalla necessità  di “mercanteggiare” in vista della futura campagna elettorale per le elezioni regionali. I componenti del gruppo dei fuoriusciti hanno poi fatto sapere che rimarranno a disposizione «per lavorare con tutti quei soggetti della società civile che vedono ancora in Sesto San Giovanni un valido ed esaustivo motivo di impegno politico».

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